Ore d’attesa in piena colica renale. L’istruttoria Asl smentisce: uditi i lamenti, intervento immediato

LECCE- L’attesa del paziente di sabato sera in piena colica renale intercorsa tra l’arrivo e l’assegnazione di un codice “è durata poco più del video” girato dai testimoni: così l’Asl di Lecce chiude la prima fase dell’istruttoria interna sul caso dell’uomo ripreso a terra dal video amatoriale girato da alcuni testimoni di quella sera e che ha raggiunto poi la nostra redazione.

“L’attesa vera è durata al massimo 10 minuti circa” si legge nel comunicato Asl inviato al termine delle prime indagini interne che l’azienda sanitaria si riserva comunque di proseguire. Ad essere stati ascoltati sono stati gli operatori di turno sabato sera e alcuni dei testimoni che hanno assistito alla scena, un numero non precisato.

Il legale del 40enne, l’Avvocato Pierpaolo Schiattone, afferma che nessuno dei familiari è stato però ascoltato e che l’uomo, l’unico contattato per dare la propria versione dei fatti, non è ancora in grado di spostarsi da casa per problemi di salute.

Dalle 21,20, orario in cui il 40enne ha rifiutato il trasporto in ambulanza all’Ospedale di Copertino, alle 21,43, orario in cui con mezzo proprio ha raggiunto l’ospedale, i sistemi informatizzati hanno registrato solo pochi minuti d’attesa prima dell’assegnazione del codice verde. L’avvocato però ancora una volta ribatte: “non è questo il dato sotto accusa- dice- il colore di un codice davanti a situazioni di questo genere non dovrebbe contare nulla. Dalle testimonianze della sorella dell’uomo e di un testimone– precisa- risulta ben altro e siamo certi che occorrerà andare ancora a fondo. Il tempo prima dell’effettivo soccorso è il vero nodo da sciogliere”.

La Asl però precisa che “rispetto ai dolori accusati dal paziente e alla conseguente concitazione creatasi all’interno della sala d’accettazione , il personale sanitario è intervenuto con una barella poco dopo aver udito i lamenti” prosegue il comunicato. Tutto starebbe dunque nello stabilire quando le urla risulterebbero effettivamente aver attirato l’attenzione del personale.

“Con l’arrivo in contemporanea di 5 codici gialli il personale, seguendo i protocolli, ha dato priorità a questi casi decisamente più gravi -prosegue la Asl- per quanto riguarda gli aspetti comunicativi, con tutta probabilità, il sovraffollamento e l’agitazione di quei minuti ha generato un clima relazionale non ottimale tra utenti e operatori, cosa di cui comunque l’Asl si rammarica”.

Nessun provvedimento disciplinare al momento, dunque, non sussistendo alcun’inadempienza da parte del personale. Il paziente è stato dimesso a mezzanotte e i testimoni, quelli evidentemente non convocati, esplodono: “il video parla da solo, non siamo pazzi”.

E.Fio

 

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