Rifiuti, parla il “Nobel dell’ecologia” Ercolini: “Non è più tempo di discariche e inceneritori”

LECCE-  L’alternativa alle discariche e inceneritori c’è. Ma il ragionamento dev’essere capovolto: ricostruire la filiera dei rifiuti considerandoli non scarti ma risorse, il che significa potenziare il porta a porta e chiudere il ciclo con impianti che “smantellino” quanto arriva, cavandone quanti più materiali possibili da riciclare. A monte, però, ci dovrebbe essere anche la riduzione dei rifiuti da produrre. Così si creano più posti di lavoro e il territorio respira. Altro che utopia. È parola di Rossano Ercolini, fondatore del movimento Rifiuti zero, primo italiano a cui è stato assegnato tre anni fa, a San Francisco, il Goldman prize, il “Nobel dell’ecologia”.
Mentre a Lecce si discute del progetto di una nuova discarica di rifiuti speciali non pericolosi, Ercolini ribalta i termini. Lo fa durante l’ultima giornata del decimo corso Ambiente e Salute, organizzato come ogni anno dalla Lilt di Lecce ad Ecotekne. E’ grazie all’impegno dell’associazione Rifiuti Zero che, negli ultimi anni, oltre cento comuni italiani hanno chiuso i propri inceneritori. Ha pochi dubbi, Ercolini, sulla fattibilità. Come ha pochi dubbi l’oncologo Giuseppe Serravezza sulla necessità di evitare ulteriori pressioni ambientali sul territorio leccese.

 

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