Colloqui di lavoro pro forma e cinema “per magri”: la delusione degli obesi salentini

TREPUZZI-Lunedì 10 Ottobre giornata mondiale dell’obesità, ma secondo loro, i protagonisti, in tema patologie e discriminazioni sul sovrappeso esiste ancora un tabù, anche qui, anche nel loro Salento.

Come siano incappati nel vortice del cibo no stop non saprebbero dirlo: qualcuno racconta di una sorta di “familiarità del fenomeno” e dunque di una cattiva abitudine alimentare sin da bambini, come Raffaele 30anni di Trepuzzi che quei chili di troppo li ha accumulati sin dalla tenera età, stessa storia per Massimiliano 37 anni suo compaesano.

Tommaso, invece, ha perso la sua mamma troppo presto e qualche merendina in più sembrava poterlo consolare, perchè da bambino è difficile prevedere le conseguenze di qulache snack di troppo.

Un filo conduttore però c’è, perchè tutti tra le righe parlano di solitudine, quella che diventa chiusura, sedentarietà, film e pop corn: quella che ancora oggi non li abbandona, questa volta però la scelta è degli altri.

Tommaso, con la sua associazione “Pronto Soccorso dei poveri” un primo traguardo lo ha già tagliato ma non si arrende, e oggi lo fa soprattutto per chi è ancora in tempo a correggere i propri errori. Lo fa perchè questo Salento, recensito come “insensibile” alla sua Associazione, proprio non lo ricnosce.

Loro ci scherzano sù, lo fanno perchè alla vita, nonostante gli ostacoli che quotidianamente si trovano ad affrontare anche nelle piccole cose, non vogliono smettere di sorridere. Seduti accanto anni ironizzano su “Stanlio e Olio”, sulla panchina che potrebbe non reggere, sulla colazione al bar che oggi giurano di non aver fatto in attesa del nostro arrivo.

Qualcuno però un pò di imbarazzo lo prova ancora, ma noi a Raffaele vogliamo dar voce ugualmente: alla sua lotta per l’ottenimento dell’invalidità civile, ad esempio, che ancora ha difficoltà a vedersi riconosciuta. E poi, testa basta e parole centellinate, ci racconta la sua passeggiata tipo per le vie del paese, dove non mancano gli insulti urlati a gran voce dei ragazzini: “ma che ne sanno loro– racconta- di cosa significhi sostenere tutto questo ogni giorno e nonostante tutto sentirsi urlare “ciccione” “grasso” “pancione“.

Ce la stanno mettendo tutta ma “la solitudine uccide i buoni propositi” raccontano, e c’è chi lucra anche sulla nostra sofferenza: a casa di Raffaele per soli 2400 euro una donna ad esempio si è presentata, 24ore alla mano, spontaneamente. “Qualcuno deve averle raccontato la mia situazione– dice- ma io quei soldi non ce li avevo e così, con sguardo sprezzante, è andata via in tutta fretta”.

Tra indifferenza e tentativo di speculazione, loro oggi quei chili di troppo ce li raccontano così: come un vessillo, quello della battaglia che vincono ogni giorno. Perchè gli occhi degli altri a volte non perdonano, ma loro quella determinazione hanno imparato a cercarla in se stessi.

E.Fio

 

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