Soldi accoglienza migranti, è guerra: carte in Procura e segnalazioni al Prefetto

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LECCE- Carte in Procura da un lato, segnalazioni al Prefetto dall’altro: si trasformano in una vera e propria guerra i rapporti tra un’associazione che si occupa di accoglienza migranti e i Comuni sede dei relativi progetti Sprar.

Al centro dello scontro c’è la gestione dei fondi ministeriali, l’uso che ne è stato fatto, le anticipazioni di cassa e le trattenute degli enti. Nel giorno in cui si commemorano le vittime della tragedia di Lampedusa di tre anni fa, Integra Onlus comunica di aver segnalato alla magistratura i Comuni di Neviano e Parabita. Pronta la risposta della sindaca di Neviano Silvana Cafaro: “l’aspettiamo in Procura e abbiamo già segnalato i fatti al Prefetto di Lecce, perché vengano presi provvedimenti”.

Si tratta di una polemica al vetriolo. La presidente di Integra, Klodiana Çuka, parla di“aperte contrapposizioni con le Amministrazioni Comunali, che hanno il compito di “ricevere” le somme stanziate dal Ministero dell’Interno e di traferirle agli Enti Gestori (Associazioni, Cooperative ecc.) che lo gestiscono di fatto. Amministrazioni talvolta insensibili e spesso “ipocrite” sul fronte dell’accoglienza.

Questo è accaduto, nella nostra esperienza, anche in una Terra ospitale come il Salento, dove a fronte di Comuni “virtuosi” come Muro Leccese (piccola eccellenza nel Sistema SPRAR) o come il capoluogo salentino (dove con tanta buona volontà tutte le difficoltà sono state superate e si pensa già alla prosecuzione dei Progetti) vi sono Amministrazioni locali come Neviano e Parabita, con le quali si sono interrotti, in anticipo, i Progetti di accoglienza, dopo mesi di malagestione e contrasti”.

Neviano e Parabita, dunque, come “esempio emblematico di una “cattiva gestione”” e di “strumentalizzazione della sofferenza” dei migranti. Il nodo sta, a detta di Integra, nel “mancato e/o ritardato pagamento delle spettanze dovute e rendicontate, non solo per il 2016, ma anche per il 2015. Tutte somme cospicue (quasi 300.000 euro), che Integra Onlus ha dovuto anticipare, con l’aumento del suo fido bancario (ad interessi esosi), per garantire tutto il necessario ai migranti”.

Agli inquirenti si chiede ora di sapere se quelle somme stanziate e trattenute dai Comuni “siano state incassate, ma poi dirottate su altri capitoli di bilancio dei suddetti Comuni”. Un’ipotesi di reato pesante, insomma. Ad oggi, lo Sprar di Neviano sta chiudendo, dopo quasi tre anni, e gli ospiti trasferiti in parte in Calabria e in parte nella sede di Integra di Muro Leccese.

“Siamo all’assurdo”, dice la sindaca Cafaro, che medita ora una contro-denuncia: “Il Comune di Neviano – spiega – ha rilasciato a Integra anticipazioni di cassa pari a circa 800mila euro nel triennio, a fronte di una rendicontazione mai esatta e priva di molte fatture. Sono arrivati all’ente pignoramenti nei confronti della Onlus da parte di Equitalia e di professionisti a cui non sono state pagate consulenze, motivo per cui abbiamo deciso di trattenere 60mila euro dei soldi ministeriali.

Quei fondi ci sono serviti per pagare le mensilità arretrate agli operatori, gli affitti delle case, il pocket money ai migranti, somme no versate da Integra nonostante i nostri anticipi. Abbiamo documentato tutto. Ci vedremo in Procura”.

T.Col.

 

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