Lecce2017, il pianeta Pd che non decide e fa scappare l’Udc? Volontà o strategia?

minerva

LECCE- Le amministrative del 2017 aprono un dibattito non solo sulla scelta dei candidati sindaco per la città di Lecce, e degli altri comuni chiamati al voto, ma fanno emergere anche le diverse visioni interne delle coalizioni e nei partiti di maggioranza in seno ad ogni raggruppamento. Se l’Udc usi la proposta di Area Popolare-Nuovo Centro Destra lo si capirà a breve. Certo è che, se dovesse confermare la sua adesione al tavolo dei partiti popolari europei per un patto per Lecce al di fuori del centrodestra e del centrosinistra, il tutto passerebbe con il beneplacito del Governatore Emiliano che ne asseconda le scelte anche per la presenza nella giunta regionale dell’assessore Negro. Per ora, alla base della volontà dell’Udc , il tentativo di far sciogliere le riserve al pianeta Pd diviso in più tronconi in base ai rispettivi legittimi interessi delle varie anime del partito di Renzi.

Al vertice per importanza la ViceMinistro Teresa Bellanova ed il deputato Salvatore Capone più impegnati in Parlamento che per le beghe provinciali ma non propensi,rispetto alla scelta del candidato Sindaco per Lecce, ne verso Dario Stefano e tanto più rispetto alla scelta autonoma di Sergio Blasi. Per identificarli potremmo dire attendisti in agguato. Subito dopo il deputato Fritz Massa più in sintonia con la Ditta che con i colleghi parlamentari. La Ditta, come nel Pd è chiamata la federazione provinciale, rappresentata dai segretari Piconese e Marra e dal consigliere regionale Ernesto Abaterusso non amico di Blasi per ovvi motivi elettorali legati alle scorse regionali e propenso, con le segreterie cittadina e provinciale, a spingere per il senatore Stefano pur se non ancora organico al partito. Il tentativo di questi, nello scorso gennaio, di indurre l’ex esponente vendoliano a scendere per Lecce determinò la decisione di Blasi di candidarsi nel capoluogo.

Qui come detto mesi fa  il cortocircuito per la non conferma di Stefano e quindi aver involontariamente messo in pista proprio il nemico di Abaterusso. Per la Ditta la migliore soluzione possibile rimarrebbe proprio il senatore ma questo non vuol sentir parlare di primarie e da qui la difficoltà a farle saltare in favore di un uomo non del Pd ed a discapito del consigliere regionale che del partito democratico è stato segretario provinciale e pugliese. Su una sponda autonoma l’assessore Loredana Capone silenziosa sulle lotte interne per non infastidire alcuno e rimanere salda al fianco di Emiliano ma da sempre disponibile a valutare un nome esterno che potrebbe unire tutti e far saltare la consultazione dei militanti, nome difficile da identificare dopo i no di vari esponenti della società civile.

Per Loredana Capone potrebbe andar bene chiunque ma, probabilmente, alcuno dei due più volte citati. Con Stefano i rapporti si alterarono ai tempi della Margherita quando Ria lo preferì a lei nella corsa per le regionali e con Blasi per la lotta sulle preferenze nelle scorse elezioni regionali. In questa galassia il gruppo consiliare di Lecce che ritenendosi unico portatore dell’azione di opposizione a Palazzo Carafa , se ora tace potrebbe, in caso di Primarie, come anticipatovi, porre il nome del capogruppo Paolo Foresio. Per tanti il prossimo referendum costituzionale potrebbe rallentare le scelte di tutte le coalizioni nell’individuazione dei candidati ma il Pd cercherà di trovare una quadra per non agevolare l’ulteriore frammentazione grazie alla riflessione dell’Udc pronto, in caso di ritardi, ad andare con il partito di Alfano, ed in caso Forza Italia,e forse agevolando la volontà di Emiliano di voler così spaccare, ulteriormente, il centrodestra leccese e salentino.

 

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