Cerano, la foto choc sulle polveri. No al carbone: “Coperture inefficienti”

minerva

BRINDISI-  Una nuvola di polvere si alza in cielo. Ma non è polvere qualunque da un luogo qualunque. La foto immortala i carbonili della centrale Enel Federico II di Brindisi ed è stata scattata due giorni fa da un residente di contrada Cerano.  Per il movimento No al carbone, è la prova della “completa inefficienza delle coperture”, che dovrebbero servire a garantire la non dispersione delle polveri di carbone verso le campagne e i centri abitati vicini, compresi quelli del nord Leccese. 
La copertura dei depositi del carbone, opera di ambientalizzazione realizzata 25 anni dopo il previsto, è stata ultimata nell’aprile di un anno fa ed è costata ad Enel 120 milioni di euro. L’obiettivo per il quale la copertura è stata progettata è proprio quello di azzerare la dispersione e dunque l’inquinamento derivante da ciò, punto alla base del processo ancora in corso dinanzi al Tribunale di Brindisi e durante il quale il pm Giuseppe De Nozza ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione per 13 dei 15 imputati, quasi tutti manager della società di energia.

“Dal 1991 – ricordano i NO al Carbone – sono dovuti passare 17 anni per i primi cannon fog, 20 anni per il primo revamping del nastro trasportatore e 25 per avere un parco carbonile coperto (ma solo sulla carta a quanto pare)”. Per gli attivisti, è “gravissimo il silenzio della politica e delle istituzioni come Comune e Regione e della stessa ASL”, che tra l’altro ha co-firmato lo studio più recente che ha dimostrato come, per alcune cause di morte, al crescere dell’esposizione a PM10, il particolato, è associato un aumento significativo di rischio.

Nel dicembre 2014, il rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente ha stimato, per il periodo 2008/2012, tra i 1356 e 2940 milioni di euro i costi sanitari delle emissioni inquinanti della centrale Federico II.

 

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