Il maltempo non si ferma: città allagata e campagne in ginocchio

LECCE-Viale Aldo Moro come il letto di un fiume. La pioggia non smette di cadere e Lecce continua a mostrare scenari apocalittici. Situazione drammatica in mattinata davanti alla sede della Regione Puglia di Viale Aldo Moro. E la scena non cambia molto in via Pistoia. Mentre fanno il giro del web le foto di qualche ora fa del sottopassaggio della circonvallazione.
Una donna ci ha chiamato dal parcheggio interno dell’ospedale Vito Fazzi, dove è rimasta bloccata in auto. La città è in tilt, allagata, e quando sembra che abbia smesso di piovere, la tregua dura solo pochi minuti.

Nel frattempo, dalle campagne, arriva il grido disperato degli agricoltori. “La vendemmia è a rischio -scrive da Cellino San Marco Angelo Maci, presidente di Cantine due Palme, che chiede lo stato di crisi alle istituzioni. Prevedere una perdita di produzione del 50% delle uve sui nostri territori se il tempo non migliora – afferma Angelo Maci –  è un rischio che prende sempre più forma. La situazione si palesa sempre più difficile e drammatica e mi auguro che le Istituzioni non ci lascino soli in questo momento terribile per la viticoltura salentina”.

“Le piogge incessanti e alluvionali verificatesi a partire dal 6 settembre e che perdurano ancora oggi nel territorio salentino ed in particolare quello di pertinenza di Cantine due Palme che comprende 19 comuni tra le province di Brindisi, Lecce e Taranto, hanno determinato danni  gravissimi e irreparabili alle uve che si apprestavano ad essere vendemmiate.Tali eventi eccezionali, sia per il periodo sia per l’ingente quantità di acqua caduta, con piogge che hanno totalizzato circa 200 mm complessivi in appena 6 giorni, unitamente ad alti tassi di umidità persistenti in periodo di inizio vendemmia, stanno provocando muffe e marciumi su tutte le cultivar di uva in genere. Da noi Restano da  raccogliere ancora 2000 ettari. Il persistere delle attuali condizioni meteo fa presagire la perdita totale della produzione in molte aziende”.

 

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