Legge Severino, il giudice sospende il provvedimento su Fasano

GALLIPOLI- La “Legge Severino” colpisce ancora nel Salento e stavolta si abbatte su Gallipoli: sospeso dalla carica di consigliere comunale Flavio Fasano, avvocato, candidato sindaco nell’ultima tornata per le amministrative e sfidante al ballottaggio dell’attuale primo cittadino Stefano Minerva.
A firmare il provvedimento è stato il prefetto di Lecce, Claudio Palomba. Immediata la replica di Fasano: “Questa mattina, 3 agosto – ha annunciato su Fb – ho depositato il ricorso al Tribunale di Lecce contro il provvedimento che ritengo atto illegittimo del prefetto, ed è stata fissata d’urgenza la data del 17 agosto per discutere in via cautelare e poi nel merito”.

Sono note le motivazioni che hanno portato all’applicazione del decreto legislativo del 31 dicembre 2012, con la conseguente automatica sospensione dalle cariche pubbliche di chi abbia riportato condanne per reati contro la pubblica amministrazione.

Su Fasano, infatti, pesa la condanna in primo grado a tre anni e mezzo di reclusione riportata nell’ambito del processo nato dall’inchiesta Galatea 2, che lo ha visto imputato nelle vesti di ex assessore provinciale.

La sentenza del 21 gennaio scorso ha confermato l’impianto accusatorio ricostruito dal pm Elsa Valeria Mignone, che aveva chiesto per lui la condanna a sei anni: contestati al politico gallipolino, tra gli altri, i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, abuso d’ufficio e rivelazione del segreto d’ufficio. Le vicende di riferimento riguardano l’appalto da due milioni di euro per la gestione della cartellonistica stradale, la conversione in struttura turistica della vecchia sede del Nautico di Gallipoli e l’assunzione di un dirigente al Comune di Parabita.

Quella condanna ha avuto come corollario l’interdizione di Fasano dai pubblici uffici per tutta la durata della pena. Che la conseguenza potesse essere l’applicazione della Legge Severino è stato argomento di discussione anche in campagna elettorale. Fasano ha sempre tirato dritto, scegliendo comunque di scendere in campo.

Il 24 giugno scorso, il consigliere gallipolino ha protocollato una nota al prefetto evidenziando la non applicabilità al suo caso della norma “poiché la stessa regolamenta solo il caso di sentenze sopraggiunte alla carica ricoperta ma non, come nel mio caso, precedenti alla stessa campagna elettorale. A questa nota – ha spiegato – allegavo anche il parere dell’Avvocatura generale dello Stato (richiesto per il caso De Luca in Campania) pienamente confermativo”. Riportato anche il dispositivo della Corte di Cassazione di assoluzione dei coimputati nel processo, “a conferma – a suo avviso – di come, pur avendo avuto una condanna, la stessa appare con evidenza illegittima per statuizione della stessa Corte di Cassazione”.

Per questi motivi, Fasano ha assicurato ai suoi concittadini che non abbandonerà il Consiglio comunale e capeggerà il gruppo di opposizione “Gallipoli Futura”.

Almeno fino al 17, tuttavia, la sospensione resta, forte anche del parere favorevole che la Prefettura ha incassato dall’Avvocatura distrettuale di Stato di Lecce.

 

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