Professore in sciopero della fame il sindaco di Martano: “Condividiamo la protesta, ma siamo preoccupati”

doc cantina salice

MARTANO-  Vi abbiamo raccontato qualche giorno fa della protesta del prof. Ippazio Antonio Luceri , docente presso il Liceo scientifico Stampacchia di Tricase, noto storico della Resistenza nel Salento da giorni in sciopero della fame. A spingerlo alla forma di protesta così radicale due rivendicazioni: la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione dei migranti, in primis quello di Restinco a Brindisi. E la liberazione dei prigionieri politici curdi e palestinesi. Il professore non mangia da 11 giorni ed ora si teme per la sua salute. A rivolgergli l’accorato appello ad interrompere lo sciopero della fame è in queste ore proprio il sindaco di Martano Fabio Tarantino.
L’intera Amministrazione appoggia la protesta di Luceri, si dice sensibile al richiamo del concittadino, ma nonostante questo è estremamente preoccupata. Lo invitiamo, dice il sindaco, ad interrompere lo sciopero della fame perché il protrarsi di questa battaglia potrebbe avere serie conseguenze.

Martano quindi è vicina e sensibile al richiamo del suo concittadino ed è pronta ad agire, dice il Primo cittadino, per quel che è di sua competenza per porre fine alle discriminazioni politiche e sociali per affermare un mondo più giusto e solidale con azioni di pressione, affinché esse trovino compimento condividendo sia la denuncia del professore Luceri sulle condizioni disumane in cui versano i migranti nei CIE, sia la preoccupazione e la battaglia per il rispetto dei diritti umani e della libertà dell’azione politica nel mondo.

Già a giugno 2015, data dell’insediamento, l’Amministrazione ha previsto ed istituito l’Assessorato all’Accoglienza per implementare nella Città politiche di inclusione sociale destinate ai rifugiati e ai migranti in genere per sostenerli nei percorsi di inserimento socio economico. Ma ora, è l’invito di tarantino, il professore interrompa questa radicale forma di protesta prima che sia troppo tardi.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*