Cronaca

La demolizione della discordia, si sfiora la rissa. Il Sindaco: “Soprintendenza ha paura”

CASTRIGNANO- Si sfiora la rissa: quel progetto di demolizione dell’ex cinema Aurora, a Castrignano de’ Greci, fa salire la tensione alle stelle. Il Prg del ’95 e un progetto di riqualificazione urbana più recente prevedono l’abbattimento dell’edificio in stile liberty nato agli inizi del ‘900 come emporio di tessuti, poi diventato sala cinematografica, poi discoteca e infine Inter club, acquistato dal Comune per essere abbattuto. Un’operazione ritenuta dall’amministrazione necessaria per “liberare” Palazzo De Gualtieris dalle superfetazioni intorno e tornare a farlo respirare. Facile a dirsi.
L’opposizione portata avanti dai Cinquestelle spariglia le carte e ora, con l’avvio dei lavori di bonifica del tetto d’amianto, lo scontro si riaccende. Per capire a che punto si è bisogna fare un passo indietro: dopo esposti (con inchiesta del pm Antonio Negro già archiviata) e diffide del M5s, la Soprintendenza, che aveva già rilasciato l’ok alla demolizione, cambia rotta, apponendo un vincolo storico sull’edificio, in quanto non risalente agli anni ’50, come dichiarato nel progetto, ma almeno agli anni 20, come documentato tra l’altro in queste foto storiche.

Da lì la battaglia al Tar di Lecce: quell’apposizione del vincolo viene impugnata dal Comune a cui viene dato ragione: “non assume rilievo – scrivono i giudici il 21 aprile scorso – l’epoca di realizzazione del manufatto (anno 1925, e non invece negli anni ’50), posto che in entrambe le ipotesi l’immobile avrebbe comunque una vetustà maggiore di cinquanta anni”. Di più, dice il Tar che “non si comprende a che titolo” la Soprintendenza “si profonda in considerazioni tecniche tese a valorizzare il presunto pregio artistico dell’immobile in esame, quando in ben due circostanze – e segnatamente, con i pareri 27.9.2013 e 8.5.2014 – essa nulla ha obiettato in ordine alla demolizione del manufatto”.Per il sindaco Zacheo una motivazione c’è: “La Soprintendenza, di fronte agli esposti, ha avuto paura”.

Ora è in corso il giudizio dinanzi al Consiglio di Stato e “finché resterà in piedi non ci sarà alcun abbattimento”, assicura il primo cittadino, che il 22 giugno ha ricevuto una diffida a procedere dalla Soprintendenza. Su come andrà a finire i giudizi sono distanti anni luce. Per il M5s, risulta automatico il vincolo “OPE LEGIS ex artt. 10 e 12 del Codice dei Beni Culturali”, per due ragioni: l’edificio ha più di 70 anni e ora è diventato di proprietà pubblica, mentre la procedura di verifica dell’interesse storico sarebbe stata avanzata nei confronti dei privati, visto che il Comune “benchè avesse di fatto espropiato l’immobile con atto di immissione in possesso del 09.2014, non ne aveva mai registrato la titolarità che restava agli atti in capo ai privati cittadini (eredi mangia)”. L’amministrazione attende. Ma sulla demolizione punta i piedi.

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