Il premier Renzi inaugura il “Martà” e firma il Patto per la Città. Contestazione e tensione

minerva

TARANTO-Prima l’inaugurazione del nuovo allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, poi in prefettura la firma del contratto istituzionale di sviluppo con la città che prevede un piano di investimenti di circa 800 milioni di euro. Queste le due tappe della mattinata tarantina del premier Matteo Renzi. L’Arrivo del presidente del consiglio è stato segnato dalla contestazione di alcuni manifestanti che hanno protestato in Piazza Garibaldi contro il decreto Ilva. Striscioni contro l’inquinamento e l’emergenza sanitaria a Taranto Circa 200 persone si sono avvicinate e hanno tentato di raggiungere l’ingresso del Museo Archeologico Nazionale prima dell’arrivo del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Tra i manifestanti gli esponenti del mondo ambientalista e di alcuni gruppi sindacali. Un cordone di poliziotti li ha fermati.

Al di là delle mura del museo il premier ha proceduto con l’inaugurazione,  ha visitato il secondo piano del MarTa che, tra i suoi tesori, annovera la Tomba dell’Atleta – sarcofago che contiene i resti di un atleta che partecipò alle Olimpiadi dell’Antica Grecia  – e diversi reperti dell’era ellenica e pre-ellenica.“E’ tutt’altro che una passerella – ha detto il premier – , noi siamo qui per verificare i risultati concreti e cosa manca. Troppo spesso – ha aggiunto – la politica a Taranto ha pagato con assegni a vuoto, con cambiali che non potevano essere riscosse. E’ finita la stagione degli assegni a vuoto. Ciascuno deve fare il suo pezzo di strada, ma il nostro impegno è di collaborare e di lavorare insieme”.  “Taranto riparte da qui – ha aggiunto – l’investimento in cultura in italia non è uno sfizio”.

 

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