Xylella, procedura di infrazione contro l’Italia. Motta: “valutiamo il dissequestro”

BRUXELLES- Detto, fatto: la Commissione Ue ha inviato all’Italia una nuova lettera di messa in mora, primo step della procedura d’infrazione. Il motivo è lo stesso della precedente missiva di dicembre: i ritardi accumulati nella lotta al batterio Xylella fastidiosa, ritenuto causa fondamentale nel disseccamento degli ulivi salentini.

Di fronte a ciò, la Procura di Lecce medita il passo indietro sul sequestro delle piante destinate all’abbattimento e le organizzazioni di categoria alzano le barricate.

«E’ estremamente importante che l’Italia attui pienamente la decisione» europea e «fermi l’avanzata» del batterio, ha affermato un portavoce di Bruxelles, ribadendo le parole già pronunciate lunedì dal commissario alla salute Vytenis Andriukatis dopo l’incontro con il ministro Maurizio Martina.

L’Italia ha sessanta giorni di tempo per rispondere, poi scatterà la seconda tappa della procedura d’infrazione che prevede l’invio di un parere motivato. Si corre ai ripari: il governo ha provveduto a convocare la Regione Puglia per un incontro fissato per la prossima settimana a Roma. Dovranno essere presentate le azioni e le attività immediate da mettere in campo.

Ci si muove con i piedi di piombo, anche a fronte dell’inchiesta aperta dalla Procura di Lecce a carico di dieci indagati, tra cui l’ex commissario straordinario Giuseppe Silletti e scienziati, per diffusione colposa di una malattia delle piante.
Gli stessi inquirenti ci vanno cauti: «alla luce di questa procedura di infrazione, per evitare equivoci, vedremo se non sia opportuno revocare il nostro provvedimento di sequestro», ha detto all’Ansa il procuratore capo Cataldo Motta.

Tuttavia, la trattativa sembra essere ancora in piedi: «la Corte di Giustizia ha dato la possibilità di comunicare eventuali cambiamenti» al fine di valutare possibili modifiche alle direttive europee nel contrasto alla malattia. «Abbiamo l’impressione – ha sottolineato Motta – che sia già cambiata la situazione perché abbiamo fatto verifiche sul campo e visto che alcuni oliveti si sono ripresi perfettamente grazie alle buone prassi della potatura, della pulizia a terra e in corrispondenza della chioma dell’albero.

C’è la fascia tra Brindisi e Lecce dove la situazione si è completamente modificata e gli ulivi si sono ripresi bene. Quindi questo sembrerebbe un fatto in controtendenza rispetto a quanto accertato in precedenza».

Che la strada non possa essere quella degli abbattimenti di massa sembra ammetterlo ora anche Rodrigo Almeida dell’Università di Berkeley, tra i più importanti studiosi di Xylella: sulla rivista Science sostiene che «una lezione molto importante dall’epidemia è che le strategie per gestire malattie di piante socialmente importanti devono andare oltre le soluzioni tecniche, e incorporare gli aspetti sociali, economici, politici e culturali».

 

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