Strage Nizza, fermato il presunto complice: si indaga anche in Puglia su rete contatti

BARI- Si chiama Chokri Chafroud il cittadino tunisino 37enne che avrebbe avuto contatti con l’attentatore di Nizza e che ha vissuto per alcuni anni in Puglia.L’uomo attualmente è in stato di fermo. Ricostruire la rete dei suoi contatti è l’obiettivo della Digos di Bari. Gli investigatori, coordinati dal pm Antimafia Renato Nitti su delega dello Sca (Servizio Centrale Antiterrorismo) di Roma, stanno eseguendo una serie di verifiche in luoghi e su specifiche utenze. In particolare, dopo un sopralluogo effettuato a Gravina in Puglia, nell’abitazione dove il tunisino abitava con altri due connazionali, gli agenti della Digos stanno passando al setaccio tutti i contatti dell’uomo. Stanno ascoltando parenti e amici che ancora vivono in provincia di Bari con l’obiettivo di comprendere il possibile collegamento con l’attentatore  Mohamed Lahouaiej Bouhlel nel massacro che il 14 luglio, a Nizza, ha visto morire 84 persone, di cui dieci bambini.

Si sta anche verificando l’ipotesi avanzata dalla polizia francese sul ruolo del tunisino residente in Puglia come tramite con cittadini albanesi che avrebbero fornito l’arma usata nella strage.

 

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