Concessioni lidi, dopo la sentenza europea si corre ai ripari

LECCE- La normativa nazionale prevede una proroga automatica e generalizzata della data di scadenza delle concessioni rilasciate per lo sfruttamento turistico di beni demaniali marittimi e lacustri (spiagge in particolare). Ma la non proroga per alcuni operatori del settore turistico ha indotto questi a ricorrere ed i giudici italiani rivolgendosi alla Corte di Giustizia hanno indotto l’Europa a sentenziare. Per la UE le concessioni vanno messe a gara per metter tutti nelle condizioni di concorrere: così si annulla, di fatto, la legge nazionale che aveva previsto la proroga automatica e generalizzata fino al 31 dicembre 2020.In poche parole, sono a rischio 30 mila aziende italiane e centinaia nel solo Salento tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto.

Ora, per i concessionari già esistenti, si deve correre ai ripari. Si rischiano di perdere anni e anni di investimenti. Dal canto suo, il deputato di Area popolare Sergio Pizzolante, che si è sempre occupato della vicenda, annuncia che sono già pronti due provvedimenti, preparati in vista dei contenuti della sentenza, che erano prevedibili.”È l’Europa” è il commento dell’avvocato amministrativista Pierluigi Portaluri, che segnala però quello che può essere uno spiraglio importante che si scorge nella decisione della Corte di Giustizia europea.

“Quando si faranno le gare, sembra dire il documento, si potrà tener conto delle posizioni dei concessionari che, nel tempo, hanno profuso risorse, magari riconoscendo punteggi maggiori in sede di gara”.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*