Viaggio tra i quartieri: non chiamatela 167, ma siamo cittadini di serie C

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LECCE-Abbandonati. Soli. In un quartiere che, un tempo, era etichettato come “167 C”, ma che si chiama rione Kolbe, nel quartiere Stadio. Una periferia che ha bisogno di tanta attenzione, ma che non ne riceve neanche un po’ dalle istituzioni.
Nel nostro viaggio nei quartieri di Lecce oggi siamo qui, a due passi dallo stadio di Via del Mare, ad ascoltare e guardare ciò che ai residenti piace e quello che non va.Questo scivolo rotto, piantato in un parco ai piedi della chiesa, è emblematico: l’incuria regna sovrana. Manca l’illuminazione in diverse zone, c’è sporcizia, la gente chiede più controlli e sicurezza -magari un presidio fisso delle forze dell’ordine-, oltre che spazi per l’aggregazione ed iniziative che coinvolgano i cittadini.

Questa struttura allo stato rustico doveva essere un asilo comunale. Non lo è mai diventato.  Lì doveva essere aperta una strada.Questo era un centro commerciale comunale. Un tempo, sette anni fa, c’erano un’edicola, un negozio di articoli da regalo, una lavanderia. Ma durarono solo un anno. Gli affari, qui, proprio non decollavano. È rimasto solo il bar, che tra l’altro fu la prima attività commerciale a nascere, con il nome di Kolbe cafè. Oggi qui sono ospitati gli uffici dell’ambito di zona.

Qualcosa di bello lo ha fatto il parroco, don Antonio Murrone, ovviamente supportato da una rete di volontari che si spendono ogni giorno per chi ne ha bisogno. Questa era una vecchia struttura abbandonata che fu data alle fiamme. Oggi è il cuore del progetto Gerico: dà ricovero agli ammalati che non hanno una casa. E poi c’è il progetto “adotta un povero”, c’è un punto ristoro che dà da mangiare a chi non ne ha. Questo è un quartiere dal cuore grande, e la sua gente non può essere lasciata sola.

 

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