Cantiere davanti all’hotel, per il legale lavori autorizzati e regolari

LEUCA- “Il sig. Rossi, come vicino, con un ricorso del 2 maggio 2016, si oppone ad un permesso di costruire rilasciato nell’aprile 2014, senza narrare i fatti”.  È questa la posizione del legale del titolare del cantiere di Leuca che ha sollevato la polemica -e la battaglia giudiziaria- del proprietario dell’hotel L’Approdo, che sorge proprio di fronte alla zona interessata dai lavori.
L’avvocato Pietro Quinto rappresenta, in sede amministrativa, la proprietà del cantiere, e definisce la vicenda come una “commedia in due atti”. La parola fine la metterà la sentenza del Tar Lecce che arriverà mercoledì.

“Nel 2014 -spiega il legale- il titolare dell’hotel si affacciò alla finestra, si accorse dei lavori e tentò di bloccare l’attività edilizia chiedendo l’intervento di Carabinieri e Procura, sostenendo che mancasse il permesso di costruire. Le autorità verificarono che fosse tutto in regola, il permesso era stato rilasciato ed era legittimo. Mancava solo il cartello con le dovute indicazioni, che fu poi subito dopo apposto.

Il Gip archiviò la denuncia. Dopo due anni, arriva questo ricorso, in cui si sostiene che il permesso di cui sopra sarebbe scaduto perché i lavori non furono avviati nell’anno di validità del permesso stesso, ma sarebbe stato tutto smentito. Procedevano a rilento, ma i lavori erano iniziati. Noi abbiamo eccepito irricevibiltà del ricorso, per dimostrare che la validità non è scaduta e che i lavori per completare le fondamenta sono terminati. Mercoledì si discuterà il ricorso e il Tar ha già annunciato una sentenza in forma semplificata“. Per quanto riguarda la lamentela di Rossi sul mancato rispetto dell’ordinanza comunale che detta l’orario in cui i lavori sono consentiti, sarà il Comune a dover dare una risposta.

 

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