Ostuni si candida a Capitale italiana della Cultura 2018

OSTUNI- La Città Bianca si candida a Capitale italiana della Cultura 2018. Dopo Mantova, già designata per questo 2016, e Pistoia, che si prepara per il 2017, l’Associazione Proloco Ostuni si è fatta promotrice della richiesta di partecipazione della città alla Candidatura dell’ambito titolo.

La domanda è stata presentata al Ministero della Cultura il 27 maggio scorso, mentre il 30 giugno è stato inviato il dossier completo della candidatura, che contiene progetto e programma delle attività previste per il 2018, e gli obiettivi che si intendono raggiungere.

“Ostuni città italiana della cultura 2018” non deve essere inteso -dicono dalla Proloco- come un evento a se stante, ma piuttosto come un’occasione per sviluppare in modo permanente l’offerta culturale cittadina e  per renderla fruibile a un maggior numero di persone. La città sarà unita nell’obiettivo di raccontare le diversità e dimostrare che la sua notorietà è il risultato di infinite azioni, piccole e grandi, materiali e immateriali. L’iniziativa sarà un’impresa corale di tutta la città e cercherà dunque sponsor e alleati pubblici e privati”.

Ostuni del resto è uno scrigno di bellezze naturali e architettoniche: il centro storico, la cattedrale con la facciata tardo gotica tipica dello stile veneto-dalmata, Piazza della Libertà con la guglia del protettore Sant’Oronzo, il Palazzo del Municipio, la Chiesa di San Vito Martire, la cinta muraria con le due porte medievali restanti, Porta Nova e Porta San Demetrio.

Per no parlare delle importanti aree preistoriche: i luoghi di culto risalenti al neolitico scoperti con gli scavi effettuati nella grotta di Sant’Angelo; nell’area archeologica di Santa Maria di Agnano sono stati invece rinvenuti due importanti seppellimenti, di cui uno di 24.410 anni fa (gestante di circa 20 anni con i resti di un feto). Senza dimenticare le terrazze che si affacciano sulla “Piana degli Ulivi” ed infine i riconoscimenti delle “Bandiere Blu”, delle “4 vele” di Lega Ambiente e ultimamente anche del riconoscimento delle “spighe verdi”.

 

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