Il mare poco accessibile: la denuncia dei genitori di due ragazzi

SAN CATALDO- La sabbia e il mare evocano tranquillità, voglia di divertimento e di relax. Eppure per qualcuno significano stress e sacrificio, da affrontare nel nome dell’amore. Siamo nella marina leccese di San Cataldo. Loro sono Roberto e Michele, due fratelli simpatici e sempre sorridenti, che però -a causa della disabilità- hanno bisogno costante del sostegno dei genitori.
E, sulle spiagge libere, qui c’è un bel daffare per mamma e papà. Questo, in corrispondenza del lungomare, è il posto in cui l’acqua è raggiungibile più rapidamente, perché la spiaggia si estende solo per qualche metro, ed è qui che la famiglia Buia preferisce quindi sistemarsi, per comodità.

Però ogni anno si ripresentano gli stessi problemi. In primis la mancanza di una passerella di accesso al mare. In verità, il sig. Buia si è rivolto al consigliere comunale Salvemini e questi è intervenuto prontamente facendone installare una.

Però si interrompe a metà, non basta perché Roberto raggiunga l’acqua facilmente. E una volta raggiunta la battigia? Non c’è una sedia job, quella che consente a chi non ha l’uso delle gambe di fare il bagno comodamente. E ancora: mancano i servizi, i bagni. Una serie di mancanze che questa famiglia, umilmente ma con rabbia, rivendica per i propri due figli.

 

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