Pd, Antonica: “Non è sconfitta, civismo nostra derivazione. Brucia Nardò, miracolo Gallipoli”

BRINDISI-“Non è una sconfitta totale”. Questo ci tiene a precisare Sandra Antonica, vicesegretaria regionale del Pd. Sono ore di riflessione nel partito, perché di certo è accaduto quanto non si immaginava. “Non ci aspettavamo la sconfitta bruciante a Nardò – dice Antonica -, ci abbiamo sperato ma non ci aspettavamo la vittoria di Gallipoli, dove Minerva ha fatto il miracolo. A Brindisi, siamo ancora convinti di aver ragione”.
Nelle prossime ore, l’analisi del voto sarà innanzitutto oggetto della riunione, già convocata da tempo, di tutti i segretari dei circoli sparsi in Puglia. Poi, toccherà agli organismi dirigenti.

Dopo il commissariamento della segretaria provinciale di Taranto, dove il partito non è riuscito neanche ad affacciarsi ad un ballottaggio su cinque, si guarda agli altri territori. Brindisi in primis. “Una situazione difficilissima – ha commentato a caldo Emiliano – seguita alla prematura caduta della amministrazione per intervento della magistratura”. “Lì – riflette Antonica – abbiamo messo su un progetto serio, credibile e alternativo attorno a una persona perbene. In partenza, eravamo morti. Abbiamo ottenuto una percentuale del 12 per cento come Pd. Abbiamo vinto al centro della città, mentre nelle periferie, dove la politica entra meno e ci sono i quartieri più vulnerabili, non ci può essere solo una lettura politica. Metteremo su un progetto di opposizione concreto e lotteremo finchè non vinceremo”.

Poi, lo sguardo al complessivo panorama pugliese: “a parte Gallipoli, è impossibile ascrivere vittorie o sconfitte al partito – rimarca la vicesegretaria – perché si è affermato un mondo di civismo di derivazione Pd. Leggiamo il dato come una sorta di entusiasmo attorno al Partito democratico, che valorizzerà il contributo delle civiche”.

Spina nel fianco si fa, invece, già di prima mattina, il consigliere regionale Pd Sergio Blasi: “Sul livello regionale, aver impostato negli ultimi due anni l’attività del partito in funzione di comitato elettorale per la vittoria delle regionali e l’aver pensato ad aggregare portatori di voti più che cittadini è stata una scelta oltremodo sbagliata. Sul livello provinciale, laddove è stata percepita come preponderante, la strategia della segreteria provinciale, cioè l’aggregazione di pezzi di destra e di portatori di voti, è stata punita dagli elettori”.

 

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