Omicidio stradale‬: Protocollo‬ per ovviare alla “confusione legislativa”

LECCE-Come devono comportarsi le forze dell’ordine durante un incidente stradale grave, o nel peggiore dei casi mortale? La legge 41 del 23 marzo 2016, che introduce il reato di omicidio stradale e di lesioni personali gravi è confusa, suscettibile di interpretazioni, anche grammaticalmente scorretta, l’ha definita il Procuratore Capo Cataldo Motta.

Ecco perché la procura di Lecce, prima in Italia, ha voluto dar vita ad un protocollo d’intesa che possa costituire un vademecum, linee guida comuni alle quali attenersi per evitare errori che possano invalidare le successive le procedure d’indagine. La firma in mattinata nelle sale delle Officine Cantelmo tra il Procuratore, il Questore d’Angelo, il Comandante dei Carabinieri Macrì, Salsano, comandante della Guardia di Finanza, Lucia Tondo, dirigente della Polizia Stradale, e il Comandante della Polizia Municipale di Lecce Donato Zacheo , Presidente del Comitato Operativo della Polizia Locale del Salento.

Dal punto di vista dell’analisi giuridica a coordinare il lavoro il Procuratore Cataldo Motta che ha contestato la legge, nella quale sparisce, ad esempio, l’omicidio per colpa generica. Mai visto, dice motta, un omicidio colposo per la quale è prevista una pena dagli 8 ai 12 anni: è il classico esempio di come la pressione dell’opinione pubblica possa influenzare il legislatore.

Il protocollo, che arriva in un momento delicato, l’inizio dell’estate, guida, passo dopo passo, agenti e militari in strada che intervengono dopo un incidente. Le procedure devono essere seguite alla lettera sotto il coordinamento immediato del magistrato. Un ruolo importantissimo lo ha la Asl: è il Fazzi il centro di riferimento per tutte le analisi sui conducenti che hanno provocato l’incidente: avverrà qui l’analisi di sangue, urina e saliva, le prove decisive per il successivo giudizio.

motta2

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*