Regionale 8, Regione costretta a restituire le prime aree ai proprietari

BARI- Tornano ai legittimi proprietari le prime aree espropriate per il passaggio della strada regionale8. La Regione Puglia è stata costretta a restituire quelle particelle, per un totale di poco più di un ettaro. Lo ha fatto sulla scorta delle sentenze dei tribunali amministrativi. Tuttavia, lo fa solo a metà: il 4 luglio, l’associazione temporanea d’imprese capeggiata da Ccc procederà alla restituzione e reimmissione in possesso dei terreni ancora conservati nello stato iniziale dell’occupazione. Per quelli trasformati con la realizzazione di parte del cantiere, invece, resta tutto sospeso. Nel senso che la Regione non ha ancora sciolto la riserva sull’acquisizione sanante, l’unica strada che il Tar di Lecce le ha lasciato per poter proseguire i lavori.

Questo è scritto nei provvedimenti a firma dell’ingegnere Antonio Pulli, dirigente del Servizio regionale lavori pubblici, e notificati nelle scorse ore agli interessati, gli stessi che hanno trascinato Bari davanti ai giudici, ottenendo dal Tar, due mesi fa, la sentenza con cui è stata ritenuta illegittima la dichiarazione di pubblica utilità contenuta nella determinazione dirigenziale regionale del 10 aprile 2012 (già oggetto di annullamento dopo sentenza del Consiglio di Stato del 9 febbraio scorso). Da ciò è conseguita, a cascata, l’illegittimità del successivo provvedimento di occupazione anticipata d’urgenza.

Ora cosa accade? Le bocce restano, in sostanza, ferme. Nessun passo in avanti si è avuto neppure dopo il tavolo in Prefettura del 12 maggio scorso. Le aree da restituire, tutte ricadenti nel territorio di Vernole, sono ad ogni modo quelle che erano interessate dal progetto originario, poi assoggettato a procedura di variante in corso d’opera e dunque non più rientranti nel nuovo progetto.

Per il resto, per le aree su cui i primi lavori si sono già avuti, circa altri due ettari, il Tar ha ordinato la riconsegna ai proprietari, previo ripristino dello stato dei luoghi, a meno che, appunto, la Regione non proceda con l’acquisizione sanante, ipotesi su cui ancora non si è espressa.

 

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