Pazienti orfani dell’Imid: “Per noi alcuna alternativa, ci state facendo morire”

CAMPI SALENTINA- Dopo la chiusura del centro Imid, per loro non c’è stata alternativa alcuna: non un reparto apposito al Fazzi, non un’assistenza specializzata e luoghi idonei ad accoglierli. Per questo gli ex pazienti orfani della struttura di Campi Salentina rivendicano la svolta, per non morire, nel senso vero della parola, perché non si ripeta quanto accaduto due giorni fa alla signora Maria Donno, 62 anni, di Lecce, arrivata a pesare 29 chili anche perché incapace di alimentarsi e impossibilitata ad assumere farmaci per gravi reazioni di intolleranza, dopo aver pregrinato tanto e dopo ricoveri impossibili in strutture ospedaliere normali.
“Un’altra morte sulla coscienza di chi non ha saputo ascoltare l’urlo disperato dei famigliari”, denuncia Anna D’Amico, presidente della Onlus “Diamo Voce e Volto agli Invisibili”, che riunisce i malati affetti da Mcs (Sensibilità Chimica Multipla). “Anche Maria Donno aveva trovato sostegno e cure presso il Centro IMID di Campi Salentina – spiega – e dopo la chiusura è stata abbandonata al suo destino. Come lei, tanti altri ammalati versano in situazioni critiche, senza alcun riferimento istituzionale, costringendosi a spese personali ingenti, a volte impossibili da sostenere tanto in termini economici quanto in termini di personale impegno fisico (viaggi, trasferte, alloggiamenti impropri, fatica fisica). La Regione Puglia, da anni, non è più in grado di offrire servizi e assistenza idonea e specifica”.

La gestione domiciliare per la 62enne leccese non è stata sufficiente. Il 118 “non ha saputo gestire il caso specifico – continuano dall’associazione – anche perché gli ospedali interpellati si sono dichiarati impreparati al ricovero di una simile ammalata, e la stessa autoambulanza non era idonea al trasporto di una paziente critica affetta da MCS. Lo stesso ricovero successivamente predisposto presso ambienti non idonei dell’Ospedale Fazzi si è rivelato inadeguato”.

La Onlus più volte ha chiesto incontri formali con gli organismi aziendali e istituzionali e si batte invocando la creazione di una “corsia preferenziale“ oltre che di un reparto dedicato. Dopo la morte della signora Donno, inizia a muoversi la politica: i consiglieri regionali dei Conservatori e Riformisti, Luigi Manca ed Erio Congedo, hanno presentato un’interrogazione urgente al presidente Michele Emiliano, perché vengano inserite nel Piano di Riordino Ospedaliero Unità di cura delle malattie immunoimmediate negli Ospedali di 2° livello.

 

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