Acquatina, il Pd bussa al Ministro: “Necessario coinvolgimento dei privati”

ACQUATINA-  L’Acquatina di Frigole deve ripartire, questa è l’unica cosa che mette tutti d’accordo. Ma è un punto di partenza che, al momento, più che unire divide: Università, Regione Puglia, Comune di Lecce. Una situazione di stallo che porta il Pd a bussare direttamente al Ministero dell’Istruzione, tramite il sottosegretario Davide Faraone, interessato dal deputato Federico Massa. Una mossa che serve a valutare anche com’è possibile superare eventuali limiti previsti nell’atto di concessione. In mattinata, davanti al sito di Acquatina la conferenza stampa del partito, il cui punto di vista è chiaro: il bacino, dato in concessione perenne dal Demanio all’Università del Salento, non può restare sede solo di ricerca fine a se stessa e non diventare, invece, anche sito produttivo. Il coinvolgimento dei privati è d’obbligo.

“Questo sopralluogo – dice Paolo Foresio, capogruppo Pd in Consiglio comunale – non ha fatto che confermare quanto sapevamo già: il bacino rischia di diventare l’ennesimo monumento allo spreco se non ci sarà una decisa inversione di tendenza. Occorre aprire al coinvolgimento dei privati in modo che da qui possa partire il rilancio della marina di Frigole”. Da qui l’appello all’amministrazione comunale “perché faccia la sua parte e non tergiversi ancora”.

Non è ancora stato firmato il protocollo d’intesa predisposto dall’Università, dopo una consultazione tra le parti, al fine di pianificare il cambio di passo. Uno step indispensabile, stando alle parole dello stesso rettore Vincenzo Zara. Ma mentre la Regione Puglia, tramite l’assessore Loredana Capone, ha fatto sapere che avrebbe portato subito in giunta l’adesione, il Comune di Lecce ha chiuso le porte, ritenendo che la sua proposta di coinvolgere i privati non sia stata recepita. Eppure, il partenariato pubblico-privato è l’obiettivo dichiarato a cui mirano tutti, ateneo compreso. Ciononostante, non si riesce ad andare avanti.

 

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