Screening di Unisalento sugli studenti delle superiori: “Meno rivoluzionari, più prevedibili”

LECCE- Sono stati presentati in mattinata, nell’auditorium dell’Istituto Tecnico “Grazia Deledda” di Lecce, i risultati della ricerca “I giovani e il cambiamento”, voluta e patrocinata dal Distretto Lions 108 Ab di Puglia e realizzata da una équipe di sociologi del Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento. I risultati di tale ricerca sono stati raccolti nel volume “Cacciatori di futuro. I giovani pugliesi e il cambiamento”, curato dalle professoresse Maria Mancarella e Maria Rosaria Manieri.
La rilevazione ha visto una grande partecipazione degli istituti scolastici d’istruzione superiore della Regione Puglia. Sono stati compilati 7.065 questionari. Quella che emerge dalla ricerca è la rappresentazione di una generazione in cerca di una personale via al benessere, forse meno eclatante e rivoluzionaria di quella dei giovani degli anni ‘60, individualistica e ancora poco visibile come quella dei giovani degli anni ‘90, ma capace di includere il riferimento agli altri e la solidarietà.

Pur sorretti da un’affettività stretta e intensa, fondata su una forte rilevanza della famiglia in tutte le sue forme,i ragazzi si muovono all’interno di famiglie sempre più compiacente e sempre meno normativa, che sostiene, accoglie, difende ma da poche regole e pochissime punizioni.

Sufficientemente in linea con i dati nazionali, infatti, i ragazzi del territorio, nell’ordine:
·   fanno uso di alcol (62%), in molti casi occasionalmente ma intensamente (46%), con preoccupante regolarità;
·   fumano tabacco (40%), il 12% spesso e molto;
·   entrano in contatto con il mondo delle droghe (38%) e a volte (24%) ne fanno uso;
·   solo il 6% gioca d’azzardo, quasi sempre per poter avere del denaro in più da spendere.

Le motivazioni spaziano dallo sperimentare sensazioni nuove a produrre accettazione da parte del gruppo, da una riduzione dello stress a un modo come un altro per disinibirsi, riempire le serate, non pensare, sballarsi. Si assiste, al crollo dei grandi sistemi di aggregazione – né politica e né religione – e all’affermarsi di un approccio autonomo, e utilitaristico alle difficoltà, dall’altra emergono dati che ci fanno pensare che si è in presenza di una sorta di metamorfosi dell’impegno sociale dei giovani che mostrano di condividere molto più i comportamenti connessi con l’altruismo piuttosto che con l’interesse individuale.

 

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