Torna l’incubo rifiuti tombati: scoperta choc in una cava. Due ettari sotto sequestro

COPERTINO- Come ad Alessano, come a Tricase, come a Patù: torna l’incubo dei rifiuti sepolti nella pancia del Salento. Stavolta a Copertino, dove gli agenti della Polizia Provinciale hanno sequestrato, venerdì mattina, una cava di due ettari lungo la strada provinciale che corre verso Santa Barbara e Collemeto, vicino la zona industriale. Denunciato il proprietario del fondo, A.M., un imprenditore del posto. Il fascicolo d’inchiesta è in mano al pm Paola Guglielmi e l’ipotesi di reato formulata è di discarica abusiva. Già nelle prossime ore, il magistrato emanerà un ordine di esibizione della documentazione e ordinerà la messa in sicurezza immediata dell’area.
La bomba ecologica sembra essere già esplosa. Le immagini che immortalano quello che lì c’è sono eloquenti. È bastato qualche giorno di pioggia per scoperchiare il vaso di Pandora. Quando, per un controllo di routine, sono arrivati sul posto il capitano Giancarlo De Matteis e il comandante Antonio Arno’, i cumuli di spazzatura erano già tracimati lungo un argine della cava.

Quello è uno dei cosiddetti “buchi” utilizzati dai Comuni in passato. In questo caso, i conferimenti provenivano da quello di Copertino e dai primi accertamenti sembra sia stato usato fino al biennio 1997-1998.  A prima vista, in realtà, quegli scarti non sembrano neanche tanto datati. Per questo va accertata subito la loro natura, visto che finora è mancato qualsiasi piano di caratterizzazione, messa in sicurezza e tanto meno bonifica dei luoghi.

Urge sapere cosa c’è dunque, perché, dai controlli già eseguiti pare sia stata interrata lì sì spazzatura delle civili abitazioni, ma anche fialette di medicinali e plastiche. E poi c’è il nodo percolato, il liquido tossico prodotto dal contatto con le piogge. Se ha raggiunto la falda è una delle verifiche urgenti che la Procura ha intenzione di disporre nei prossimi giorni. Proprio lì si stanno eseguendo dei lavori di modifica geomorfologica dell’area, con apporto di terreno. C’entrano qualcosa? Le domande sono tante. Bisogna accertare anche se siano stati sversati rifiuti anche dopo la chiusura del sito. E perché al Comune questa discarica sia “sfuggita”, tanto da non aver mai provveduto alla sua messa in sicurezza.

 

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