Marò, si apre udienza per rientro Girone: “Un uomo non può essere usato come garanzia”

AJA-La richiesta è di far rientrare in italia Salvatore Girone, trattenuto in India. Dovrebbe arrivare tra un mese la sentenza del tribunale arbitrale internazionale. Si è aperta all’Aja, nei Paesi Bassi, la prima giornata di udienza per il rientro in patria del marò, accusato insieme al collega Massimiliano Latorre dell’omicidio di due pescatori indiani. Girone, se il tribunale de L’Aja dirà no, dovrà restare in India, a Delhi, per tutta la durata del processo. La seduta è stata aperta dal presidente del Tribunale arbitrale, il russo Vladimir Golitsyn. Per l’Italia parla l’ambasciatore Francesco Azzarello, agente del governo. A seguire, viene ascoltata la parte indiana. Salvatore Girone rischia di rimanere “detenuto a Delhi, senza alcun capo d’accusa per un totale di sette-otto anni”, determinando una “grave violazione dei suoi diritti umani. – ha detto l’ambasciatore Azzarello- Per questo il Fuciliere deve essere autorizzato a tornare a casa fino alla decisione finale”. E ancora, ha detto che un essere umano, Girone, non può essere usato come garanzia. La permanenza del fuciliere in India, secondo l’ambasciatore italiano, “è perché rappresenta una garanzia che l’Italia lo farà tornare a Delhi per un eventuale futuro processo.

Ma un essere umano non può essere usato come garanzia per la condotta di uno Stato”. “L’Italia ha già preso, e intende ribadirlo nel modo più solenne, l’impegno di rispettare qualsiasi decisione di questo Tribunale”, anche “riportare Girone in India” nel caso in cui l’arbitrato riconoscesse la giurisdizione indiana, cioè che sarà il tribunale indiano a celebrare il processo per l’omicidio, consumato nel febbraio 2012 nelle acque internazionali al largo delle coste indiane del Kerala. I due marò italiani spararono ai due pescatori indiani perché, hanno sempre sostenuto, li scambiarono per pirati.

 

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