Tap: acquisito l’85 per cento delle aree, indennizzi per 1,8 milioni di euro

LECCE- Avanti tutta con gli espropri e le occupazioni temporanee delle zone interessate al futuro cantiere del gasdotto Tap: la multinazionale ha acquisito l’85 per cento delle aree che saranno attraversate dalla condotta, 200 particelle ricadenti nei territori dei comuni di Melendugno e Vernole. Con i circa 80 proprietari, la società ha concluso trattative per un ammontare di 1,8 milioni di euro.
Nell’ultimo bollettino ufficiale della Regione Puglia, del 24 marzo scorso, poi, è stato pubblicato l’estratto del decreto ministeriale di asservimento emanato il 15 marzo dal Mise. Riguarda la costituzione di servitù e l’occupazione temporanea, ai fini dell’esecuzione dei lavori, delle aree agricole sulle quali un accordo non era stato ancora trovato con i proprietari.

Il 20 gennaio scorso, Tap aveva chiesto al Ministero la determinazione urgente delle indennità provvisorie, anche perché l’autorizzazione unica rilasciata il 20 maggio del 2015 ha già segnato l’inizio del procedimento di esproprio, che si perfezionerà nel 2020.  La servitù di metanodotto, invece, durerà per tre anni e sei mesi dal momento dell’immissione in possesso: ai proprietari è dovuta l’indennità relativa, ma a loro carico rimarranno i tributi e gli oneri gravanti sui fondi.

Il cantiere, com’è noto, dovrà partire prima del 16 maggio prossimo. Il nodo, adesso, ancora, è nell’espianto dei primi 231 ulivi, lì dove dovranno sorgere il pozzo di spinta e il microtunnel. Si attende di chiudere la verifica di ottemperanza alle prescrizioni, prima di sradicare gli alberi destinati poi al reimpianto.  Sono all’erta i comitati locali che si oppongono all’opera: di certo si tratta di operazioni che non passeranno inosservate.

 

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