Senz’acqua e con due bambine: “Non paghiamo perché non ce la facciamo”. Appello al Prefetto

LECCE- La situazione del taglio dell’acqua per morosità nelle palazzine popolari di lecce e provincia è storia tristemente nota. Con l’installazione dei contatori singoli -che in alcuni condomìni è già stata effettuata-, ad essere colpiti dall’interruzione del servizio sono solo gli utenti che effettivamente non pagano le bollette. Chi è in regola, invece, non rischia di restare “a secco”.
Ci sono, però, delle famiglie che non pagano perché, semplicemente, proprio non ce la fanno. È il caso di Monica, una giovane mamma di due bambine. Abita, insieme al marito e alle figlie, in via Verona, a Lecce. Ammette, con rammarico, di avere un debito e dice che “È giusto che non sia colpito chi, invece, paga”, però afferma di avere a stento di che vivere. Lei non lavora, tranne che per qualche impiego saltuario come colf o come parrucchiera, e nemmeno il marito. Ecco perché, a fine mese, devono “scegliere” se pagare l’affitto, le bollette della luce o quelle del gas e dell’acqua, mettendo davanti a tutto, ovviamente, le bimbe.

Monica si rivolge ai servizi sociali e anche al prefetto, perché le venga restituito un servizio fondamentale come l’erogazione dell’acqua, che non riesce a permettersi non per sua volontà. 

 

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