Rifiuti, sei mesi di tempo per i nuovi impianti. Pronta delibera “Salva fondi”

BARI- Sei mesi di tempo: tanto ci si è dato per far ripartire le gare d’appalto sull’impiantistica ritenuta essenziale per evitare il collasso del sistema rifiuti nel Salento. Si tratta in particolare della nuova discarica di Cavallino, da scavare accanto a quella di contrada Le Mate chiusa a fine febbraio e da affiancare all’ammodernamento del biostabilizzatore esistente, oltre che dell’impianto di compostaggio di Tricase. La Regione Puglia procederà, innanzitutto, con la messa in sicurezza dei fondi pubblici stanziati per entrambi. Lo farà attraverso un’apposita delibera che sarà pubblicata molto probabilmente la prossima settimana.  Questo è quanto è stato riferito nella riunione tenutasi mercoledì sera a Bari, alla presenza dei nuovi subcommissari nominati per i diversi Organismi di governo d’ambito: per Lecce, il sindaco Paolo Perrone.

Venerdì 1 aprile, invece si terrà riunione apposita sull’ambito leccese e in quella sede si discuterà anche della discarica di Corigliano d’Otranto, pronta ma chiusa per opposizione del Comune, visto che sorge sul bacino acquifero che alimenta i pozzi Aqp.

In provincia, la situazione è, com’è noto, sul filo del rasoio: a parte i 24 Comuni del Capo di Leuca, che chiudono l’intero ciclo a Ugento, le criticità riguardano i 27 dell’ex Ato Le1, che, dal mese scorso e, al momento, per i prossimi sei, dopo il trattamento a Cavallino inviano i rifiuti a Massafra. Poi, ci sono gli altri 46 Comuni dell’ex Ato Le2, che conferiscono a Poggiardo, ma pure spediscono il tutto dopo nel Tarantino.  Nell’immediatezza, le due priorità, secondo gli addetti ai lavori, restano comunque Cavallino e Tricase.  Nel primo caso, si mira a sbloccare il progetto rimasto incagliato nella conferenza dei servizi prenatalizia. In quella sede, la Regione ha posto due condizioni prima di rilasciare il proprio parere: la nuova discarica va valutata in coerenza con il piano rifiuti; inoltre, dopo la Valutazione ambientale strategica, Bari si riserva di decidere se il progetto va sottoposto a Valutazione di impatto ambientale oppure no. Al suo parere, dunque, sono vincolati tutti quelli degli altri enti.

Poi, si diceva, c’è Tricase. Si attende la conferma dei fondi da parte della Regione, passaggio necessario per poter procedere alla pubblicazione della nuova gara. La precedente, a gennaio, è andata deserta. Prevedeva un project financing per la progettazione, realizzazione e gestione dell’impianto per la trasformazione dell’umido in compost, per una capacità di 20mila tonnellate l’anno da lavorare.

Quello di Tricase non è l’unico impianto previsto nel Leccese (gli altri sono di iniziativa privata), ma è l’unico che gode di un finanziamento europeo: 2 milioni di euro lordi a fondo perduto per realizzare lavori dall’ammontare complessivo di 4.500.000 euro, comprensivi della gestione per dieci anni dall’entrata in esercizio. E Bari, a quanto è dato sapere, li farà salvi, visto che c’era il rischio di doverli restituire a Bruxelles.

 

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