Il dopo Bruxelles, l’alt dei musulmani salentini: “No a caccia alle streghe”

LECCE- Lo avevano già fatto dopo i fatti di Parigi. Ora, dopo la strage di Bruxelles, i musulmani salentini tornano a prendere le distanze dai terroristi ma rispondono per le rime anche a chi riversa sull’intero mondo islamico la responsabilità degli attacchi kamikaze.
Diventa un caso la risposta- provocazione lanciata via Facebook dall’imam di Lecce, Saifeddine Maaroufi, al quotidiano Il Giornale, diretto da Alessandro Sallusti. Quel titolo di apertura “Cacciamo l’Islam da casa nostra” ha provocato la reazione forte che arriva dal Salento.

Piccato il testo di replica: “Mi chiamo Saifeddine, sono imam, abito con tutta la mia famiglia a Lecce. Come migliaia di altri musulmani, immigrati ed italiani, facciamo parte del tessuto sociale da anni, viviamo in tutta armonia con i nostri concittadini cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei, testimoni di Geova, atei… Ci sforziamo ogni giorno a costruire un futuro migliore per la nostra città e il nostro paese… Se vuoi organizzare una pulizia etnica, è una caccia alle streghe, ti ho detto sopra dove trovarmi”. E poi, ancora, “Se questo non è razzismo esplicito, e se questo non è fomentare odio su base religiosa, allora spiegatemi che cos’è??”. La comunità islamica salentina cerca di tracciare la linea di confine, subito. “Non si può parlare di noi solo quando si verificano questi fatti orrendi”, dice.

IMAM

Per questo sottolinea che “la dichiarazione ufficiale del consiglio mondiale dei sapienti musulmani, ribadita anche durante il summit mondiale degli esponenti religiosi islamici e non, a Marrakech, il mese scorso, e del Grande Imam del Azhar in Germania la settimana scorsa, che questi criminali del Isis o del Qaeda sono dei Khawarij, cioè sono “al di fuori della comunità dei credenti”, “rinnegati eretici””. Centinaia le condivisioni del messaggio dell’imam Saif, rimbalzato da Lecce al resto d’Italia.

 

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