Cronaca

I leccesi contro i vandali del Convitto, “Difendiamo la città dagli stupidi”

LECCE-  Come testimoniato da diverse foto, quegli imbrattamenti di “imbecilli”, così come sono stati bollati dal sindaco di Lecce Paolo Perrone, sono lì da tempo, sul colonnato esterno del Convitto Palmieri, fresco di restauri sì, ma solo in parte. La polemica sollevata dal primo cittadino, però, non cade lo stesso nel vuoto e, anzi, alimenta un’indignazione già presente in città. Decine i commenti al suo post su Facebook: “il Centro Storico è diventato la sede di alcune gang di adolescenti che abusano di piazzette corti e vicoli per adunanze incivili”, scrive qualcuno; “serve videosorveglianza”, aggiunge qualcun altro; “Le scritte erano precedenti ahimè – dice ancora un cittadino – ma ciò non ferma la mia condanna verso chi imbratta la nostra città”.

I commercianti della zona sono sull’attenti: domenica sera, hanno fermato dei ragazzi che, bomboletta in mano, stavano imbrattando cabine Enel. “Noi siamo in allerta totale – dice Fernando Carrozzo, proprietario di un locale in via Cairoli – perchè i primi a perderci siamo noi e non abbiamo voglia di tollerare più alcunchè”.

La foto pubblicata da Perrone nelle scorse ore è questa: mostra una scritta rossa “Carlo vive”, con riferimento a Carlo Giuliani, manifestante ucciso durante il G8 di Genova; e poi lo stencil che disegna i contorni di scarpe con vernice nera.

CONVITTO

“Questa è una città ricca di creativi, non c’è dubbio – aveva scritto il sindaco -. Come quelli che hanno utilizzato il Convitto Palmieri, appena restaurato, per le loro opere d’arte. Creativi e imbecilli”. È una storia che si ripete: dai raid vandalici a Porta Napoli agli ultimi, dieci giorni fa, sulla chiesa di Sant’Irene e in altre parti di centro storico, scorci presi d’assalto, sui monumenti noti e sugli angoli meno noti della città.

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