Metanodotto Snam, il silenzio del Comune che rinuncia alle osservazioni

LECCE- Il Comune di Lecce ha rinunciato, di fatto, a presentare osservazioni sul metanodotto Snam, perché il progetto si è perso nei meandri degli uffici di Palazzo Carafa. Il paradosso, denunciato da tempo attraverso questi schermi, è approdato in mattinata in commissione controllo, dove un punto è stato confermato: quelle comunicazioni sono arrivate due volte: la prima, il 26 novembre, da parte del Ministero dell’Ambiente, che ha annunciato l’avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale; la seconda volta, il 22 dicembre, è stata la Regione a scrivere all’Ufficio Parco di Rauccio e al Comune di Lecce per dare il termine di 60 giorni entro i quali presentare eventuali controdeduzioni. Ad oggi, non è stato inviato a Roma alcunché.

Eppure, le criticità dell’attraversamento del metanodotto sul territorio sono già state rese note, anche per il tratto ricadente nel comune capoluogo, visto che la condotta lambisce la fascia di rispetto del Parco di Rauccio e, stando alle cartine ufficiali, si incunea tra le strutture ricettive lungo la strada per Torre Chianca, interessando in particolare Masseria Solicara.

Si tratta, com’è noto, del metanodotto di interconnessione con Tap, 55 chilometri di tubi per trasportare il gas azero in arrivo a Melendugno fino alla rete nazionale, vale a dire fino al terminale in contrada Masseria Matagiola, a Brindisi, attraversando così nove comuni (Lecce, Melendugno, Lizzanello, Brindisi, Vernole, Surbo, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Castrì di Lecce).

“Aver fatto passare nel più assoluto silenzio la richiesta invitaci lo considero un comportamento del tutto inaccettabile”, dice Antonio Rotundo, che richiede una spiegazione al Consiglio Comunale.“Si è lasciato trascorrere il termine assegnato dalla legge – aggiunge – senza avvertire la necessità che sulla questione si pronunciassero le forze consiliari, con il risultato che ad oggi una  opera di tale portata è passata letteralmente sulla testa della città senza che il Consiglio ne conosca il progetto”.

 

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