Istituto Margherita&Co: “Chiarezza sull’operazione immobiliare da 60 milioni”

LECCE- Dopo il piano di alienazioni, arriva l’altra grande operazione immobiliare di Palazzo Carafa, un pacchetto di vendite da 60 milioni di euro. Ciò su cui ora si chiede di fare chiarezza, al pari delle vendite già effettuate.
L’obiettivo è quello di valorizzare con destinazioni private (residenziale, turistico, ricettivo, commerciale, direzionale) 19 immobili di proprietà comunale, in particolare con lo sviluppo di 7 aree già ora edificabili e il recupero e la trasformazione di 12 fabbricati oggi sottoutilizzati o dismessiI proventi servirebbero poi alla realizzazione di tre nuovi interventi: la nuova sede degli uffici comunali, 13ettari in via della Cavalleria; la nuova sede del Centro per istruzione degli adulti in via Chieti; un nuovo mercato di circa 3mila metri quadri in via 4 novembre.

Per gestire questa operazione, è in fase avanzata la costituzione di un Fondo immobiliare chiuso, strumento finanziario apposito. La giunta ha già dato incarico alla società FONDAZIONE PATRIMONIO COMUNE dell’ANCI di procedere alla redazione di un memorandum di analisi preliminare degli immobili comunali da destinare alla valorizzazione.

Tra questi, anche l’ex istituto Margherita, la cui destinazione è da trasformare in ricettiva e residenziale; poi, c’è la trasformazione commerciale degli ex fabbricati dell’anagrafe in Via Palmieri e la destinazione direzionale dell’attuale sede dell’urbanistica in viale Marche.

“C’è evidentemente bisogno di esami approfonditi e accurati – dice il consigliere di Lecce città Pubblica Carlo Salvemini -. Per questa ragione abbiamo chiesto che l’intero dossier venga portata in commissione bilancio dove si comincerà a parlarne la prossima settimana. Non mancano i quesiti da porre all’assessore Monosi: come mai l’intera operazione è stata finora gestita dal settore patrimonio senza nessun affiancamento del dirigente del settore bilancio (pur trattandosi di operazione finanziaria complessa)? Come mai non si precisano gli eventuali impegni finanziari richiesti al Comune? Non mancano gli aspetti da valutare. Le esperienze recenti consumatesi a Palazzo Carafa in termini di finanza innovativa (emissione dei BOC, leasing immobiliare di via Brenta) impongono cautele e prudenze. Un fondo immobiliare chiuso non è un’operazione di mecenatismo ma lucrativa. Del resto è scritto a pagina 6 del memorandum approvato dalla giunta: “il Ministero dell’Economia e della Finanza ha previsto la costituzione di una società di gestione chiamata a fungere da cerniere nei processi di valorizzazione e dismissione degli immobili pubblici: INVIMIT. Che agisce a tutti gli effetti in qualità di socio privato in ottica e con logica di mercato (il rendimento atteso deve essere almeno pari al 3.5% oltre inflazione)”.

 

 

 

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