Fibre di carbonio dagli scarti aerei, il progetto che spaventa la Grecìa

MARTIGNANO-Nascerà negli ex capannoni della Frutta Follia, nella zona industriale di Martignano, l’impianto di trattamento degli scarti di Boeing, con l’intento di recuperare le fibre di carbonio dalle componenti plastiche degli aerei. Il progetto, presentato dalla Karborek Rcf srl, fa tremare, però, l’intera Grecìa salentina, zona rossa per incidenza di tumori al polmone, come ribadito anche durante la presentazione del primo Report Ambiente e Salute.
Cosa c’entra tutto ciò con l’impianto? La Karborek ha ottenuto dalla Provincia di Lecce l’autorizzazione unica il 9 marzo 2012, con una variante ritenuta migliorativa rilasciata il 4 dicembre 2014. in quest’ultimo documento, che vi mostriamo, è riportato l’elenco delle emissioni autorizzate dall’unico dei camini di cui al momento è stata consentita l’attività. Prevede che non si debbano superare i 10 mg al normal metro cubo di sostanze organiche sotto forma di gas e vapori, espresse come carbonio organico totale e acido cloridrico; i 50 mg di biossido di zolfo; i 200 di biossido di azoto; uno di acido fluoridrico; 0,05 in totale di cadmio e tallio; 0,05 di mercurio; 0,05 in totale di arsenico, piombo, cobalto, rame, nichel, vanadio; 0,1 di diossine e furani; 0,01 di idrocarburi policilici aromatici.

Ecco perché il progetto spaventa ed è al centro delle preoccupazioni di molti amministratori della zona, ora che sono in corso i lavori per montare i macchinari.

A Martignano, la questione non è mai stata discussa in Consiglio comunale e il sindaco Luciano Aprile mette le mani avanti: “come amministrazione – dice – vigileremo affinché tutto venga fatto seguendo le regole, saremo attivi e non passivi in questa vicenda”. La Karborek ha tutti gli enti dalla sua parte: ha ottenuto parere favorevole da ARPA PUGLIA, SPESAL, Servizio Sisp della Asl, oltre che dal Comando provinciale vigili del fuoco. Come si diceva, dovrà trattare rifiuti speciali non pericolosi costituiti da sfridi e da scarti di produzione, lavorazione ed uso di materiali compositi in matrice plastica rinforzati con fibra di carbonio: nel 2014 ha incassato l’ok da Palazzo dei Celestini ad aumentare da 150 a 600 tonnellate la quantità di rifiuti stoccati, mentre quella da trattare è di 1500 tonnellate l’anno, pari a 5,3 tonnellate al giorno massime, per un ciclo continuo h24.

È un progetto che affonda le radici a non poco tempo fa, nella collaborazione con l’Enea per un progetto di ricerca finalizzato alla realizzazione di un impianto pilota di pirolisi, che è un processo di decomposizione ottenuto tramite il calore.

Alla luce dei dati relativi alle neoplasie, le rassicurazioni, però, paiono non bastare. Tra l’altro, proprio il limitrofo Comune di Calimera nei giorni scorsi ha scritto alla Asl per attivare lì un tavolo tematico sulla qualità dell’aria, ciò che dovrebbe essere avviato nei prossimi giorni. 

 

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