Dopo il finto fruttivendolo in carcere anche il padre: nel furgone 120 chili di erba

LECCE- A finire in carcere prima il figlio, poi il padre. Sono passati una 20ina di giorni dall’arresto dell’albanese Skerdian Mecajn, albanese, sorpreso con circa tre chili di Marijuana nascosta sotto le cicorie e i cavoli in un furgoncino, e ora è toccato al padre di questo: Agim Mecaj, 52 anni, anche lui fermato in città con un carico di marijuana ben più consistente: 120 chili divisi in pacchi e imballati, nascosti in un furgone Citroen Berlingo sotto alcuni materassi.
L’albanese, con precedenti dello stesso tipo, era alla guida del furgone. domenica pomeriggio è passato da via fiume, quartiere S.Pio incrociando gli agenti della squadra mobile che lo hanno riconosciuto.  Erano in zona perché le indagini sullo spaccio di droga nel cuore della città, tra le Giravolte e Porta Rudiae, dopo le tante denunce da parte dei residenti, sono continuate.

Padre e figlio sono conviventi, a Lequile. Durante la perquisizione in casa, il 23 febbraio scorso, l’uomo era presente.  Dopo averlo notato quindi alla guida del furgone, gli agenti non se lo sono lasciato scappare. Lo hanno fermato in via Birago e gli hanno trovato il carico di Marijuana: confezioni da oltre 20 chili ciascuna per un totale di 120 chili. Valore sul mercato 270 mila euro.

Secondo la polizia la droga era sbarcata da poco, in arrivo proprio dall’Albania. L’uomo e il figlio hanno sicuramente, contatti con trafficati d’oltre mare, membri, probabilmente, di un’organizzazione ben più ampia e articolata.

 

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