Tumori e inquinamento nella Grecìa, Sergio: “Dati allarmanti già nel 2012”

LECCE- Grecìa Salentina, dati su inquinamento da bollino rosso e percentuale di tumori al polmone al di sopra della media. Dal Rapporto Salute e Ambiente del Csa il “caso Grecìa” è emerso in maniera prepotente e sindaci del territorio si sono mobilitati per dare risposte ai cittadini.
Nella zona insistono impianti industriali importanti, con emissioni non sempre monitorate a dovere , per non parlare, come nel caso di Corigliano d’Otranto, di discariche che insistono sulla falda acquifera. Eppure che la Grecìa fosse una zona con aria e acqua inquinata era già noto nel 2012. Lo avevano rivelato esperti e ricercatori universitari in uno studio commissionato proprio dall’Unione dei Comuni, presieduta, all’epoca, da Luigino Sergio, che ora tira fuori i dati e condanna l’atteggiamento di molti sindaci  “Che avrebbero potuto, dice, trovare in tempo delle soluzioni”. Perché se è vero che da quello studio di anni ne sono passati, e la situazione non può che essere peggiorata, è vero anche che nessuno è corso ai ripari .

Per questo Luigino Sergio contesta l’abitudine di cercare soluzioni appellandosi ad altri enti “Mentre – dice- il problema va risolto innanzitutto in casa propria, adottando quelle buone pratiche che il mondo scientifico suggerisce”.

Due i progetti finanziati da fondi comunitari, dalla Provincia e dalla stessa Unione che hanno rilevato criticità, evidenziato le cause e proposto le soluzioni. Studi scientifici che sono però rimasti nel cassetto. Nel 2012 in tutti i comuni dell’Unione furono installate centraline di monitoraggio dell’aria nelle zone più frequentate: municipi, alcune sulle scuole, aree industriali. In moltissimi casi il livello di Pm 10 , ovvero le particelle microscopiche presenti nell’atmosfera , l’ ozono, il monossido di carbonio, superavano i limiti imposti dall’Unione Europea.

I dati furono elaborati da un gruppo di studiosi incaricati dalla Grecìa e il quadro che venne fuori fu critico: sforamenti in tutti i comuni. Gli studiosi proponevano anche le soluzioni: diminuzione del traffico veicolare, soprattutto dei mezzi pesanti nelle aree urbane, ampliamento delle aree pedonali, sensibilizzazione all’uso delle biciclette.

Nello stesso anno la Grecìa commissionò al dipartimento di Scienze Biologiche e Tecnologie Ambientali di Unisalento un monitoraggio sulla qualità dell’acqua. Anche questa volta il dato emerso dallo studio fu critico. Furono prelevati campioni d’acqua in 22 pozzi , irrigui e potabili, disseminati nei dodici comuni della Grecìa e nelle aree periferiche di Galatina, dove insiste la Colacem. Dal punto di vista chimico le concentrazioni di ammonio e metalli , soprattutto vanadio, risultano ben oltre i limiti. Superano le soglie consentite dalla legge i nitrati e, soprattutto, le acque sono contaminate da coliformi fecali, riscontrati nel 73 per cento dei campioni. L’acqua può trasmettere malattie e infezioni. Quali sono le cause? Abitazioni non collegate all’impianto fognario, troppo insediamenti abitativi extraurbani ( soprattutto a Cutrofiano, Corigliano, Carpignano. Martano, Martignano e diverse contrade periferiche a Galatina), depuratori sottodimensionati rispetto alle reali esigenze.

Anche questa volta lo studio propone le soluzioni: adeguamento dei sistemi di smaltimento, vasche fognarie a tenuta stagna nelle abitazioni private, sensibilizzazione alle buone pratiche agricole, conversione delle colture al biologico, risparmio idrico con il riutilizzo delle acque reflue. Insomma, pratiche virtuose dalle quali si dovrebbe partire per porre un limite, in casa propria, alla conta dei morti.

 

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