Reddito di dignità, via libera dal Consiglio: 600 euro per 30mila persone, pugliesi e non

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BARI– Trenta voti a favore, 9 contrari: il reddito di dignità, in Puglia, è legge.La maggioranza ha incassato il sostegno di area Popolare. Forza Italia e Conservatori e Riformisti hanno votato contro, mentre i grillini – dopo la dichiarazione di inammissibilità degli emendamenti da parte dell’Ufficio di Presidenza – hanno abbandonato l’Aula per protesta, sedendosi fra il pubblico.

Per 60mila pugliesi, equivalenti a circa 20mila famiglie, ci sarà un assegno da 600 euro al mese al massimo. Potranno accedere al sussidio italiani e stranieri che risiedono in Puglia almeno un anno e che hanno un reddito Isee entro i 3mila euro annui. La misura, in 5 anni, si stima possa coprire l’intera platea di pugliesi che oggi è sotto la soglia di povertà. Lo stanziamento è di 70milioni di euro attinti da fondi europei e statali, di questi 5milioni sono stati già stanziati dal bilancio autonomo della Regione.

“Un risultato importante – ha commentato il governatore Emiliano – che ci ricorda che i pugliesi non sono secondi a nessuno. Questa legge è il massimo sforzo che siamo stati in grado di fare. Riteniamo che quando qualcuno ha un momento di difficoltà ci deve essere sempre una seconda occasione. Noi crediamo che le persone siano un valore, morale, sociale e anche economico. Perché quando si restituisce a una persona o a una famiglia un ruolo nell’economia, l’hai risollevata. E i benefici ricadono anche su tutti, in primo luogo sul sistema dell’assistenza sociale”.

Per Francesca Franzoso di Forza Italia la misura è parziale, sarebbe stata più utile e completa la social card da loro proposta. Per Erio Congedo, di Cor, i sindaci avranno difficoltà a mettere in pratica la norma. Per i 5 Stelle si dovevano sfoltire i costi della politica ampliando la platea dei beneficiari.

 

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