Rompono la roccia per far passare un tubo: scatta l’inchiesta

CASALABATE- Hanno letteralmente mandato in frantumi il banco roccioso per poter far passare un tubo di cemento e procedere ad un dragaggio fai da te del porticciolo. Tutto abusivamente e in barba ai vincoli esistenti sulla costa. Il sequestro, già convalidato, è scattato venerdì scorso, ad opera della Guardia Costiera di San Cataldo, con il supporto della polizia locale di Squinzano. La Procura di Lecce ha avviato un’inchiesta e il reato ipotizzato, al momento contro ignoti, è di occupazione e innovazione abusiva sul demanio marittimo, ai sensi dell’articolo 54 del Codice della Navigazione.

Gli scogli sono stati frantumati per collocarvi una tubazione lunga venti metri e dal diametro di 60 centimetri. L’obiettivo, secondo gli investigatori, era quello di consentire il drenaggio di sabbia e alghe che, dopo le mareggiate, hanno impantanato la darsena, cercando così di far innalzare il livello dell’acqua.

Un’operazione però maldestra, non autorizzata e che ha portato al danneggiamento materiale del banco roccioso. “Se ce l’avessero detto, noi avremmo provveduto al dragaggio come abbiamo fatto in passato”, dice il sindaco di Squinzano Mino Miccoli. Lì trovano posto circa 250 imbarcazioni, quelle da diporto ospitate dalla Lega Navale, quelle di una cooperativa di pescatori e altre di singoli. È stata la segnalazione fatta da un cittadino alla Guardia Costiera a dare il via alle indagini. Saranno ora acquisiti anche eventuali filmati di telecamere di videosorveglianza presenti in zona ed è stata affidata all’ufficio tecnico comunale la custodia dell’area. I sigilli, però, sono stati divelti già tre volte.

 

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