Commissione Antimafia a Lecce, On. Bindi: “La Scu sottovalutata”

LECCE- La Scu salentina e la mafia pugliese operano come le altre mafie, più note, ma sono state meno attenzione. Un gap che cercheremo di colmare anche con la visita di questi giorni. L’on Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia è intenzionata a conoscere più da vicino le organizzazioni mafiose attive anche nel sud della regione, perché ci sono dice, e operano nello stesso modo delle altre.

Arriva in prefettura nel pomeriggio inaugurando la tre giorni di audizioni durante i quali incontrerà i prefetti di Lecce Brindisi e Taranto, il Procuratore della Direzione Distrettuale Cataldo Motta, i procuratori di Brindisi e Taranto.

Insieme a lei una delegazione della Commissione bicamerale con il vicepresidente claudio fava, con l’in giulia sarti e i senatori Mirabelli, Tommaselli, Buemi, Di Maggio, Perrone, Zizza e Giarrusso. Nel salone della prefettura ci sono i rappresentanti del governo di Lecce e Brindisi e i vertici delle forze dell’ordine salentine. All’ordine del giorno l’esame delle modalità e degli strumenti attraverso i quali le organizzazioni mafiose penetrano nel territorio e gli inevitabili rapporti con pubbliche amministrazioni e politica.

“Noi abbiano negato per molto tempo l’esistenza della mafia e forse continuiamo a farlo. Si riempiono pagine di giornali per dire che non esiste la mafia a Roma o non c’é ancora in Lombardia. La mafia esiste in Puglia, come in Campania, in Calabria come in tutto il mondo e se è mafia é chiaro il rapporto con la politica”. Ha detto il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi. “Qui – ha detto Bindi parlando della Puglia – c’è una presenza molto pericolosa che ha le caratteristiche del metodo mafioso tradizionale, droga, estorsioni, incendi, minacce. Ma presenta anche dei rapporti molto preoccupanti con la politica, che sono di particolare interesse per la nostra commissione”.

Una visita che segue l’audizione in commissione a roma del presidente Emiliano, dive tutti i temi sono stati toccati, anche quelli delle grandi opere in fase di realizzazione, come Tap. Prima tappa in mattinata a Mesagne, con la visita a masseria Canali, bene confiscato all’ex boss della Scu Carlo Cantanna e che ora è diventata una masseria didattica affidata alla cooperativa “Terre di Puglia-Libera Terra”. Martedì si entrerà nel vivo delle audizioni.

 

 

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