Tap va avanti: il Tar blinda l’autorizzazione unica

MELENDUGNO- Il gasdotto con approdo a Melendugno può andare avanti: lo ha stabilito il Tar Lazio che ha blindato l’autorizzazione unica rilasciata a Tap e ha respinto il doppio ricorso presentato dal Comune di Melendugno e dalla Regione Puglia contro Ministero dell’Ambiente e Mise, nei confronti della multinazionale.
I giudici in parte alzano le mani: il governo ha potuto superare il dissenso espresso da numerosi enti (Regione Puglia, Comune ricorrente, ARPA Puglia, Autorità di bacino della Puglia, Provincia di Lecce, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e almeno 40 amministrazioni comunali della zona) con un “atto di alta amministrazione”, per il quale è dotato di ampia discrezionalità nella valutazione degli interessi in gioco. Pertanto, la “sindacabilità da parte del giudice amministrativo è molto ridotta”.

È questo il cuore delle motivazioni contenute nelle due sentenze emesse nelle stesse ore in cui il presidente Michele Emiliano ha comunicato che la Regione ha impugnato con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica il decreto direttoriale del Ministero dello Sviluppo Economico del 20 ottobre 2015, quello con cui è stato incluso nella Rete Nazionale dei Gasdotti il metanodotto Snam, tratto “Interconnessione TAP”, senza il necessario coinvolgimento della Regione. Il progetto prevede un serpentone di 55 km che attraversa due province e diversi comuni, da Melendugno a Brindisi. Il ricorso è stato notificato al MiSE ed alle società controinteressate SNAM Rete Gas e Trans Adriatic Pipeline, nonché all’Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas e al Comune di Melendugno ed è stato ritualmente depositato presso il Mise per l’istruttoria di legge.

Per una nuova battaglia che si apre, però, un’altra si avvia a conclusione, almeno per la sua prima parte, visto che si valuta il ricorso al Consiglio di Stato. Tra gli atti impugnati, c’erano il decreto del Ministro dell’Ambiente dell’11 settembre 2014 con cui è stata rilasciata la valutazione di impatto ambientale; il provvedimento del Consiglio dei Ministri con cui si supera il no del Mibact; il decreto del 21 maggio 2015, con cui il MISE ha approvato il progetto definitivo del gasdotto.

Oltre alla questione procedurale sul superamento del dissenso, ci sono altre tre macrotemi.

1.La Via sarebbe stata effettuata su un progetto incompleto (non contemplando il tratto SNAM) e non avrebbe considerato l’incompatibilità della scelta localizzativa, come ritenuto dal MIBACT. Per il Tar, il fatto che sia Tap che Snam siano sottoposti entrambi a Via “esclude la sussistenza di ogni ulteriore profilo di illegittimità”.
2. Assoggettabilità alla normativa Seveso del terminale di ricezione del gasdotto (PRT): per il Collegio è esclusa perché all’interno non si manipola gas ma si ha
solo “una depressurizzazione ed un riscaldamento limitati del gas naturale”, dunque l’attività principale resta di trasporto.
3.Violazione legge quadro in materia di incendi boschivi: per il Tar, le parti di territorio coinvolte sono minime e poiché la condotta sarà realizzata nel sottosuolo si esclude l’applicabilità della norma in esame.

 

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