Forno crematorio, il braccio di ferro sbarca in Consiglio Comunale

BOTRUGNO-Sbarca questo pomeriggio in Consiglio comunale, a Botrugno, il progetto relativo alla costruzione del primo tempio crematorio della provincia di Lecce. L’alt al progetto è stato formalmente richiesto dal gruppo di minoranza e dal comitato civico “ApertaMente”, che punta il dito contro i possibili impatti che soprattutto la combustione delle salme potrebbe avere nel tempo, vista anche la vicinanza alle abitazioni (300 metri circa), campo sportivo e campi agricoli. L’impianto non dovrà essere sottoposto a Valutazione di impatto ambientale, ma dovrà godere di una semplice autorizzazione della Asl e della Provincia relativamente alle emissioni.

Dopo tre anni, quando la struttura sarà a regime, si preve di cremare lì 1214 salme all’anno, che unite alla cremazione dei resti mortali e di quelli ossei salirebbe a 1454, molto più delle 800 effettuate nel 2012 a Bari, unico forno attivo in regione. Questo perché, come espressamente riportato nella “proposta di progetto”, “si ipotizza di ‘dirottare’ su Botrugno anche una parte delle cremazioni di un vasto territorio comprendente la Basilicata, la Calabria e la parte rimanente della Regione Puglia”.

 

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