Brindisi: dopo l’arresto, il Prefetto sospende Consales

BRINDISI- Dopo l’arresto, arrivano le dimissioni del Sindaco Mimmo Consales. Inoltre il prefetto di Brindisi, Annunziato Vardè, ha accertato “la sussistenza della causa di sospensione di diritto” del sindaco notificando il provvedimento al consiglio comunale. Per la durata della sospensione Consales “sarà sostituito nelle sue funzioni dall’assessore anziano”

Il Primo Cittadino  è stato arrestato in mattinata con l’accusa di corruzione, in una vicenda legata alla gestione degli impianti per lo smaltimento rifiuti. Ora è agli arresti domiciliari.  Con le dimissioni del Sindaco, che saranno presentate nella giornata di lunedì prossimo, trascorsi 20 giorni, si scioglierà il Consiglio comunale. Brindisi tornerà a votare nella prima sessione utile, nella primavera prossima. La fase di commissariamento, l’ennesimo per la città, sarà breve.

Oltre al sindaco, ai domiciliari è finito il commercialista Massimo Vergara mentre l’imprenditore Luca Screti è stato portato in carcere dagli agenti della Digos. Quest’ultimo è amministratore della ‘Nubile srl’, l’azienda incaricata dal comune di Brindisi per il trattamento, biostabilizzazione e produzione di Cdr e Css dai rifiuti urbani.

Per Brindisi è la seconda volta in cui un sindaco in carica viene arrestato. Prima di Consales, che ha ottenuto i domiciliari, toccò a Giovanni Antonino nell’ottobre del 2003. Antonino era stato da poco rieletto e dopo un ribaltone si trovava al vertice di una coalizione di centrosinistra. Fu arrestato a Roma e condotto in carcere. Anche all’epoca le accuse contestate furono di corruzione, concussione e truffa. Il processo che seguì fu ribattezzato la ‘Tangentopoli brindisina’. Si concluse con il patteggiamento a tre anni e sei mesi di reclusione che Antonino scontò in parte in carcere. Anche all’epoca a condurre le indagini fu il pm Giuseppe De Nozza, insieme al pm Adele Ferraro.

 

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