Cronaca

Sito archeologico, bosco e case: ecco da dove passa il gasdotto Snam

LECCE- Un serpentone che attraversa il sito archeologico di Valesio, a Torchiarolo, e un pezzo del bosco di Rauccio, a Lecce, e che prima ancora fa lo slalom tra abitazioni e scuola che sulla carta non ci sono, ma nella realtà esistono, a Lizzanello. È il percorso pieno di ostacoli del metanodotto Snam, quello da 55 chilometri per collegare il gasdotto Tap a Melendugno con la rete nazionale del gas, nel punto di interconnessione a Masseria Matagiola, a Brindisi, attraversando i comuni di Lecce, Melendugno, Lizzanello, Brindisi, Vernole, Surbo, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Castri di Lecce.
Due giorni fa è scaduto il termine per presentare le prime osservazioni al progetto. Quelle inviate dall’associazione Tramontana e dal Comitato No Tap, relativamente al territorio leccese, portano a galla le incongruenze tecniche, dovute probabilmente a una cartografia utilizzata da Snam datata.

A parte il fatto di intersecare diverse infrastrutture energetiche e di pubblica utilità già autorizzate e in via di realizzazione, come il tracciato della “regionale 8”e Come si vede nella cartografia allegata al progetto, la linea rossa del metanodotto costeggia “Masseria Marangi”, che in realtà nel frattempo, come si vede dal rilievo Google, è diventato un quartiere con abitazioni, appunto il “nucleo Marangi”.

Il sopralluogo in zona, con rilevatore Gps, ha permesso di seguire i segni in rosso che segnano il futuro tracciato. Oltre questo muro di cinta, c’è la scuola media del posto, che a questo punto sarebbe lambita dall’infrastruttura.

“Nel territorio di Lecce – si continua nelle osservazioni – il gasdotto attraversa, sul lato destro di via G.A.Roggerone,un campo fotovoltaico,ville private e masserie. Poi, entra per un lungo tratto nel parco del Rauccio e sembra attraversare le masserie ristrutturate e utilizzate come strutture ricettive, masseria “Solicara” e “Al parco ricevimenti”.
Su questo si chiede al Ministero dell’Ambiente di vigilare in sede di valutazione di impatto ambientale attualmente in corso. Entro le prossime tre settimane, si attendono eventuali rilievi anche da parte dei Comuni. Anche perché, continuando, al percorso si aggiunge la nota più dolente: l’attraversamento di una parte del sito messapico di Valesio, in agro di Torchiarolo, in particolare del Canale Infocaciucci, lungo il quale si trova la necropoli. Il vincolo archeologico è considerato dalla stessa Snam come “il più stringente”, proprio perché lì è vietata “qualsiasi modificazione ed alterazione del suolo agricolo e dell’ambiente, con esclusione degli scavi archeologici programmati dalla competente Soprintendenza alle antichità”. Il metanodotto, invece, “attraversa mediante scavo a cielo aperto il canale Infocaciucci, occupando temporaneamente la fascia di rispetto del canale”. Su questo, Snam assicura la minimizzazione degli impatti, che comunque restano.

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