Motta incontra Martina: vertice a Roma sulla vicenda Xylella

ROMA- È durato poco più di un’ora il vertice a Roma sulla vicenda Xylella tra il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, il procuratore capo di Lecce, Cataldo Motta, e le due pm titolari dell’inchiesta, Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci.
Al centro del confronto, iniziato alle 17 presso la sede del Ministero, le decisioni da prendere sul territorio e in Europa, da un lato, per frenare la diffusione del batterio e rassicurare Bruxelles e, dall’altro, per evitare l’impatto drastico sul Salento delle misure più controverse, quelle di estirpazione degli alberi e di utilizzo massiccio di pesticidi. Sono stati messi a fuoco, dunque, i dettagli sul come procedere d’ora in poi, entro i confini, però, segnati dalla Procura, che ha disposto il sequestro, convalidato dal gip Alcide Maritati, di tutte le piante destinate all’abbattimento.

Entro 60 giorni dalla data del 10 dicembre, d’altronde, il Ministero dovrà presentare le proprie controdeduzioni alla lettera di messa in mora inviata dalla Commissione Europea per i ritardi accumulati nell’attuazione delle misure di eradicazione del patogeno. Evitare la procedura di infrazione europea è una delle priorità di Martina. Anche per questo si è voluto il faccia a faccia, richiesto da entrambe le parti, con un accordo informale raggiunto in occasione della riunione sul caporalato tenutasi a Roma il 28 dicembre scorso.

Non trapelano molti dettagli dal summit capitolino. Di certo c’è che i paletti fissati dalla magistratura leccese puntellano il percorso anche futuro. Tra l’altro, lo stato di emergenza, che avrebbe dovuto terminare il prossimo 6 febbraio, si è di fatto concluso in anticipo e la nomina di un nuovo commissario per meno di un mese non è opzione presa in considerazione neanche da Martina. La palla passa in mano alla Regione, che sta preparando la risposta ufficiale da recapitare alla Protezione Civile.

 

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