Ilva, un 6×3 per non dimenticare: “I bambini di Taranto vogliono vivere”

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TARANTO – L’Ilva: una realtà industriale così importante ma al tempo stesso così pericolosa. “Mamma, ma è vero che a Taranto i bambini si ammalano molto di più che nel resto d’Italia?”, chiedeva una bambina davanti a una madre che non sapeva darle risposta.
Un aneddoto, un ricordo che oggi spinge il Comitato Genitori Tarantini a scendere in campo per il bene dei propri figli e per tutelare la loro salute, la loro vita, garantendo loro un futuro. “La vita, il bene più prezioso del mondo -si legge nella nota- l’unico diritto non monetizzabile, a Taranto lo si deve chiedere quasi come un regalo.Madri e padri tarantini lo chiedono a quelle Istituzioni che dovrebbero garantire il rispetto della Costituzione italiana. Lo chiedono con fermezza, senza il cappello in mano. Lo chiedono come un diritto. E non si fermeranno. Mai!”

I bambini di Taranto vogliono vivere“, urlano i due 6×3 che campeggiano in viale Magna Grecia e in via Cugini, sullo sfondo di una città inquinata e martoriata dalla presenza del siderurgico.

“Abbiamo la percezione che sempre meno si parli del vero dramma di Taranto. Perchè a Taranto il siderurgico Ilva continua ad inquinare e noi cittadini a morire”, spiegano dal Comitato. Per questo, affinchè nessuno dimentichi, si torna ad accendere i riflettori sull’importanza della salute, sull’importanza di assicurare un futuro ai propri figli. E  il Comitato Genitori Tarantini lo ha fatto urlandolo a lettere cubitali in città, ma presto lo farà anche con un 6×3 di fronte alla sede della Regione Puglia (dal 25 gennaio al 15 febbraio) a Roma e Bruxelles.

 

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