I trepuzzini dopo la cattura di Perrone: “Non siamo un paese di fiancheggiatori”

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TREPUZZI-Così come quella della clamorosa evasione, anche la notizia della cattura dell’ergastolano Fabio Perrone, ad opera della squadra mobile della Questura di Lecce e della Polizia Penitanziaria, ha fatto il giro d’Ialia in poche ore. Perrone non si è mai mosso da Trepuzzi, il suo paese. Almeno negli ultimi giorni, era nascosto in casa di un amico. E, parlando gli inquirenti di una fitta rete di conoscenze che ne hanno favorito la latitanza, c’è chi, a Trepuzzi, vuole scacciare l’ipotesi che il paese sia omertoso. “Non siamo un popolo di fiancheggiatori!” dicono, manifestando contentezza e sollievo per la notizia della cattura.

Dello stesso avviso il parroco, don Alessandro Scevola.Un caso che necessita di una riflessione, dice il vicesindaco, che aggiunge “Trepuzzi ha gli anticorpi”.

Saranno le indagini a chiarire chi, e in quanti, nascondessero Perrone, dopo la sua fuga dall’ospedale Vito Fazzi di Lecce, da dove scappò, ferendo gli agenti della Penitenziaria che lo accompagnavano. Lunedì mattina è fissata l’udienza di convalida dell’arresto. Perrone comparirà davanti al Giudice per le indagini preliminari, insieme a Stefano Renna, il 32enne che lo ha ospitato.

 

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