Finisce la latitanza di “Triglietta”, blitz all’alba nel nascondiglio di Trepuzzi

LECCE-Fabio Perrone esce dalla Questura di Lecce di prima mattina. Solo qualche ora prima gli agenti lo hanno catturato durante un blitz, in un’abitazione di  Trepuzzi in via 2 giugno, civico 54.

Qui Perrone si era nascosto, almeno negli ultimi giorni, dopo aver cambiato nascondiglio diverse volte, potendo contare su una fitta rete di conoscenze. È qui che dopo due mesi si è conclusa la latitanza di Triglietta. Alle 5,45 i poliziotti della Squadra mobile, Reparto Prevenzione Crimine e Polizia Penitanziaria sono riusciti ad entrare e a bloccarlo mentre era già nascosto sul terrazzo, pronto a buttarsi giù per fuggire. Non ha fatto in tempo, si è dovuto arrendere. Gli agenti avevano già circondato l’isolato.

 

casa nascondiglio

Gli hanno trovato un kalasnikov, la pistola strappata all’agente della penitenziaria durante l’evasione dal Fazzi, armi cariche e pronte a sparare. Proiettili, cartucce e 4 600 euro in contanti.Manette ai polsi e poi via in questura, tra la soddisfazione di tutti, dopo due mesi di ricerche serrate e indagini complesse.

armi3 fabio

La sua cattura era diventata anche una questione di principio.  È finito in carcere anche il proprietario di casa, Stefano Renna, 32 anni, incensurato, titolare del bar Otto a Trepuzzi.

Pochi i dettagli rivelati dagli inquirenti coordinati dal procuratore Antonio De Donno perché le indagini sono in corso. Perrone probabilmente non si è mai mosso da Trepuzzi, zona che conosce molto bene. Sapeva come muoversi e a chi chiedere aiuto. Per alcuni era diventato quasi un eroe da proteggere. C’è chi gli ha procurato la pericolosa arma, chi il denaro, oltre all’ospitalità naturalmente, il vitto e l’alloggio. C’era anche chi gli dava la possibilità di spostarsi da un covo ad un altro, ed è proprio durante questi spostamenti che ha lasciato dietro di se qualche traccia

La cattura di Perrone è stato un lavoro in cui tante forze si sono unite insieme. La sua cattura è stato un risultato importante e all’alba nella Questura di Lecce si respirava aria di festa. C’erano tutti, anche uno degli agenti feriti durante la fuga dall’ergastolano, tutti a tirare un sospiro di sollievo. Perrone è stato interrogato per circa due ore negli uffici e poi trasferito in carcere insieme a Renna.

Il Questore ha tenuto a sottolineare come il risultato restituisce sicurezza a tutta la comunità salentina, ed è stato reso possibile grazie al lavoro sinergico tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza e, soprattutto, della Polizia Penitenziaria, sempre in prima linea con noi sia nella fase del controllo del territorio, che in quella investigativa svolta sotto il coordinamento del Procuratore Distrettuale MOTTA.

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