Conservatori e Riformisti temono l’isolamento e sperano nelle Primarie per un dialogo con il CD

LECCE- “Continuando in questo modo rischiamo di rimanere isolati ed avere nostri candidati sindaco a rischio sconfitta” sarebbe questo il pensiero di molti fittiani preoccupati di non riuscire a dialogare con un centro destra che viaggia solo dopo le tensioni dei mesi scorsi. Qualcuno spera nel tavolo barese di alcune settimane fa. In quell’occasione tra Forza Italia e conservatori si sarebbe detto sì alle Primarie in caso di più candidati validi ed è questa, ipotesi , che farebbe sperare i fittiani più critici: “Se si mantiene quanto detto nel capoluogo regionale siamo salvi altrimenti saremo costretti a competere soli , contro centrosinistra e centrodestra e, inevitabilmente, rischiare la sconfitta”.

Tra i Conservatori e Riformisti anche la preoccupazione di perdere periodicamente pezzi, vedi Silvano Macculli da più tempo assente da ogni riunione anche se non ufficialmente uscito, ed altri fortemente critici per la spaccatura tra i gruppi della provincia e di Lecce città. In una recente direzione, l’ex europarlamentare Baldassarre avrebbe ufficialmente detto, concorde su questa posizione anche l’ex consigliere regionale Mazzei, che la strategia del partito non può ridursi su come definire il futuro politico dell’onorevole Marti e del Sindaco Perrone.

Un partito non può, secondo i critici, ruotare attorno a due esponenti pur se Marti è colui che più ha seguito nella provincia e Perrone in città. Per i fittiani il caso Nardò dovrebbe essere emblematico delle difficoltà di dialogo con ogni forza politica già pronta per le amministrative. Il futuro di un partito, secondo i malpancisti , non può dipendere dalle sorti future di qualcuno o dagli interessi di altri. A Nardò si rischia l’isolamento per le scelte di Frasca, al quale secondo alcuni non dispiacerebbe non far male all’uscente Risi, e per esempio a Gallipoli attendere le decisioni personali di Barba ma questi, dicono dall’interno, sono solo degli esempi. La vera preoccupazione, come detto all’inizio, risiede nel rischio isolamento a Roma come in Puglia e nel Salento.

 

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