Aree dichiarate colpite da Xylella coincidono in parte con cantiere Tap: carte in Procura

LECCE- Finisce in Procura il caso della coincidenza di alcuni terreni interessati dal futuro cantiere del gasdotto Tap e quelli su cui un’azienda agricola ha dichiarato di aver subito danni a causa della Xylella. L’incartamento è stato inviato agli inquirenti dal comitato No Tap. A ribadire la sovrapposizione anche il sindaco di Melendugno, Marco Potì.
Sono tredici in tutto le particelle coincidenti con le aree su cui i lavori dovranno partire. Una, tra l’altro, ricade nella zona in cui dovrà essere costruito il microtunnel e su cui dovranno essere estirpati – per successivo reimpianto – i primi 231 ulivi. La questione è anche al vaglio degli uffici regionali, che hanno confermato il parziale accavallamento e che dovranno ora decidere come procedere per i riscontri. Tap, infatti, ribadisce di aver già effettuato analisi microbiologiche sugli ulivi e che nessuna infezione è stata rilevata. In un caso dubbio, sono state eseguite anche controanalisi. Il Ministero delle Politiche Agricole ha chiesto al Servizio fitosanitario regionale di verificare che siano state eseguite secondo gli iter previsti e che siano state effettuate pianta per pianta. “Mostreremo le analisi e il rispetto delle procedure per rilevare Xylella”, riferiscono da Tap.

Dove sta il cortocircuito? Spetterà a Bari verificare e alla Procura dire se c’è o meno un potenziale ostacolo al cantiere del gasdotto, perché, se dovesse essere dimostrata la presenza di alberi affetti dal batterio, potrebbe essere esteso a questi il sequestro disposto sugli ulivi da sradicare.

L’azienda agricola, tra le 29 a Melendugno a presentare autodichiarazione per danni subiti dal patogeno, ha anche chiesto contributi a titolo di indennizzo in caso di estirpazione di ulivi infetti.  Se saranno gli stessi da dover sradicare per il passaggio del metanodotto o se, almeno in quell’area, non esistono, come detto dalla multinazionale, è il quesito a cui la Regione dovrà rispondere.

 

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