Scansafatiche, assenteisti e stakanovisti: ecco le pagelle dei parlamentari

ROMA- Molto spesso assenteisti e nella gran parte dei casi poco incisivi, con un indice di produttività ben al di sotto della media: a scattare la fotografia impietosa dell’attività dei parlamentari salentini è l’incrocio dei dati elaborati dall’osservatorio Openpolis, che a sua volta si rifà a quelli ufficiali aggiornati quotidianamente da Camera e Senato.  “Far emergere le differenze” è l’obiettivo delle pagelle, per capire chi si impegna e chi è scansafatiche, anche per evitare generalizzazioni da anti-politica.
A calcolare l’indice di produttività è stato il dossier pubblicato poco prima di Natale e riferito all’intera XVII legislatura, fino al 30 novembre scorso. Il metodo è chiaro: si prendono come riferimento gli atti presentati in parlamento, la tipologia, il consenso ricevuto, l’iter e la partecipazione del parlamentare ai lavori. Ma non è un mero conteggio delle attività svolte, bensì la rilevazione “della capacità di essere stati influenti ed efficienti”, spiega Openpolis: per cui più produttivo non è chi presenta più interrogazioni ma chi ottiene una risposta dal ministro competente.

Cosa emerge? Tra i salentini alla Camera, il più attivo e incisivo è Rocco Palese, al 41esimo posto nella classica generale dei 630. Seguono Teresa Bellanova (56esimo posto), che è anche sottosegretaria al Lavoro, e il tarantino Michele Pelillo (133). Sono gli unici sopra la media di produttività. Poi, ci sono il pentastellato De Lorenzis (214), la tarantina Vincenza Labriola (353), il leccese Salvatore Capone (355), i brindisini Tony Matarrelli (473) ed Elisa Mariano (526). Nelle ultime posizioni Roberto Marti (586) e, giustificatiin parte dal fatto che sono subentrati solo nel corso della legislatura, Nicola Ciracì (608), Federico Massa (611) e Ludovico Vico (614), quest’ultimo alla Camera da meno di un anno. “Per essere produttivi non basta essere presenti”, avverte Openpolis.

E anche sull’assenteismo c’è molto da dire. A mancare più volte l’appuntamento con i lavori parlamentari è il cegliese Ciracì, gruppo Misto, assente più di una volta su due. Discorso simile per Marti, anche lui passato da Fi al gruppo Misto: non si è presentato il 40,89 per cento delle volte. Seguono De Lorenzis (assente nel 36,87 per cento dei casi) del M5S e Massa, Pd (assente per il 36,60 per cento).

Sul podio degli stakanovisti, Rocco Palese (che è anche il più produttivo): è mancato solo 152 volte su 14.559 sedute, con presenze pari al 98,96 per cento. Seguono i democratici Salvatore Capone (95,94% di presenze) e Vico (92,60), oltre a Bellanova, quasi sempre impegnata in missioni.

Al Senato la musica cambia poco. Il maggiore indice di produttività lo detiene Anna Finocchiaro, siciliana eletta a Taranto, al quarto posto nella classifica generale. Poi ci sono il brindisino Tomaselli (59esimo) e i pentastellati leccesi Maurizio Buccarella (78) e Daniela Donno (115). Fin qui chi è sopra la media. Tutti gli altri in coda: Bruni (116), Dario Stefano (206), Barbara Lezzi (215), Vittorio Zizza (264) e ultimo posto per Pietro Iurlaro, di Francavilla Fontana (291esimo nella classifica generale dei 315 senatori).

Iurlaro è anche colui che ha dato più volte forfait: è mancato nel 43,86 per cento delle sedute. Tra gli assenteisti seguono le senatrici Donno (30,91 per cento di assenze) e Lezzi (28,17). quasi sempre presenti: Tomaselli (91,07 % di presenze), Bruni (84,92), Finocchiaro (75,68%) e Buccarella (75,04 %). Tutti indicatori su cui iniziare a farsi un’idea.

 

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